Stellantis Cassino: nuovo stop alla produzione e preoccupazione per il futuro

Economia - Lo stabilimento di Piedimonte si ferma ancora per 2 giorni, sono 78 dall'inizio dell'anno. L'incertezza sul futuro del sito spinge i sindacati a chiedere un piano industriale a Stellantis, mentre l'offerta di lavoro temporaneo in Serbia trova l'adesione di appena una decina di operai

Stellantis Cassino: nuovo stop alla produzione e preoccupazione per il futuro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 18-09-2025 13:35 - Tempo di lettura 2 minuti

Lo stabilimento Stellantis di Cassino affronta una nuova interruzione della produzione, aggravando la situazione di incertezza lavorativa per i dipendenti. La direzione ha comunicato la sospensione delle attività di montaggio per due giorni, domani venerdì 19 e lunedì 22 settembre, mentre i reparti di lastratura e verniciatura lavoreranno regolarmente. Le normali attività riprenderanno martedì 23 settembre.

L'annuncio arriva a pochi giorni dalla riapertura dopo una lunga pausa estiva e si aggiunge al preoccupante bilancio dei primi otto mesi del 2025, che ha visto i lavoratori varcare i cancelli solo 70 volte su 144 giorni lavorativi, a fronte di 74 giorni di stop. Nel mese di settembre sono quattro i giorni di stop alla produzione con l'annuncio odierno.

In questo contesto di continue fermate, l'azienda aveva proposto ai dipendenti una trasferta nello stabilimento di Kragujevac in Serbia, dove si produce la nuova Fiat Grande Panda. L'iniziativa, presentata come un'opportunità per i lavoratori in cassa integrazione, prevedeva un'indennità giornaliera di 70 euro. Tuttavia, l'adesione è stata minima: al momento, solo una decina di operai si sono offerti volontari, un numero ben lontano dai 100 richiesti dall'azienda.

Intanto, a margine del tavolo sull'automotive di ieri in regione Lazio, il Segretario Regionale UGL Lazio Armando Valiani e il Segretario Provinciale UGL Metalmeccanici Frosinone Gerardo Minotti, hanno chiesto ai rappresentanti della giunta regionale, il coinvolgimento del Consorzio dello Sviluppo Industriale del Lazio, per mettere assieme tutti i vari soggetti e fare squadra affinché si possano dare risposte concrete al territorio.

“Sulla scia della richiesta avanzata dal Segretario Nazionale UGL Metalmeccanici Antonio Spera – spiegano Valiani e Minotti -  chiediamo a Regione Lazio e al Governo di fare pressioni su Stellantis e chiedere a Antonio Filosa di svelare i programmi industriali del gruppo per conoscere, in particolare, il destino del sito di Cassino.  A Regione e Governo chiediamo inoltre di risolvere i problemi del costo dell’energia che in Italia è troppo alto rispetto ad altre zone d’Europa”.

Preoccupazione è stata espressa, ieri, anche dalla Fim-Cisl: per il segretario Mirko Marsella il territorio rischia una desertificazione industriale (LEGGI QUI: "Rischiamo una desertificazione industriale senza precedenti").





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