Suicidio di Paolo Mendico, la scuola respinge le accuse di bullismo

Cronaca - La preside del 'Pacinotti' di Fondi: "Non vedevamo Paolo da un mese e mezzo, quindi collegare il suo gesto a quanto è accaduto nelle aule mi sembra strano anche perché non abbiamo mai ricevuto denunce". Il dispiacere della mamma: "Al funerale solo un amico"

Suicidio di Paolo Mendico, la scuola respinge le accuse di bullismo
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 16-09-2025 11:49 - Tempo di lettura 2 minuti

"La scuola non ha mai ricevuto denunce. È possibile che qualche nostro alunno abbia fatto qualcosa che non doveva fare, ma di sicuro la scuola non era al corrente di questo". Lo afferma all’Adnkronos la professoressa Gina Antonetti, dirigente dell’istituto tecnico industriale Antonio Pacinotti di Fondi, la scuola frequentata da Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita nei giorni scorsi a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina.

"Abbiamo fatto di tutto in questi anni: presenza dello psicologo in classe, tavoli contro il bullismo, sportello dello psicologo sia per gli alunni che per i genitori", spiega la preside. "Non vedevamo Paolo da un mese e mezzo, quindi collegare il suo suicidio a quanto è accaduto al Pacinotti mi sembra strano. Non so cosa ci sia stato nelle scuole precedenti, ma noi, come istituto, stiamo subendo una vera e propria macchina del fango".

La dirigente precisa che il ragazzo "si lamentava soltanto del fatto che i compagni dicevano parolacce e si comportavano male. Noi abbiamo sempre agito e infatti ci sono stati interventi nei confronti di questi alunni. È importante distinguere le scuole che Paolo ha frequentato".

Intanto la mamma del ragazzo, intervistata in mattinata dalle telecamere di La7 ha ribadito: "Mio figlio era diverso da tutti, perché mio figlio era un ragazzo puro, cristallino, non diceva parolacce. Addirittura qualche professore ha definito mio figlio un bonaccione, perché lo sentiva intervenire in classe quando qualche compagno diceva parole inappropriate. Lui subito si allarmava. Forse proprio questo suo modo di essere così spontaneo dava fastidio ai suoi coetanei, che non erano affatto così: erano irrispettosi".

Racconta poi il silenzio al funerale: "Non c'era nessuno. C’era solamente un solo ragazzo con il quale lui andava d’accordissimo, perché era educato proprio come lui. Quando mio figlio si assentava per malattia, l’unico che gli dava i compiti era lui. Ma comunque non c’era nessuno al funerale, neanche i genitori, nessuno".

La Procura di Cassino, intanto, prosegue nelle indagini: come atto dovuto, visto la giovane età della vittima e del contesto in cui si sta indagando, ha allertato i colleghi della Procura dei Minori.





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