Suicidio di Paolo Mendico: la Procura apre un'inchiesta, Valditara manda gli ispettori

Cronaca - Sgomento e dolore a Santi Cosma e Damiano per la tragica morte del 14enne, lutto anche a Cassino, città di origine della mamma. Smartphone e pc del ragazzo passati al setaccio dai carabinieri di Formia. Il ministro dell'Istruzione: "Dobbiamo verificare se la legge è stata rispettata"

Suicidio di  Paolo Mendico: la Procura apre un'inchiesta, Valditara manda gli ispettori
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 15-09-2025 16:06 - Tempo di lettura 2 minuti

Sgomento e profondo dolore a Santi Cosma e Damiano per la tragica morte di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita lo scorso 11 settembre. La Procura di Cassino ha aperto un'indagine per istigazione al suicidio, mentre il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato gli ispettori per fare luce su quanto accaduto.

Secondo i genitori, Paolo era vittima di bullismo da anni. Un dramma che la famiglia aveva denunciato più volte agli istituti frequentati dal ragazzo. "Abbiamo sempre denunciato tutto alla scuola. Ma siamo rimasti inascoltati. Era un bravo studente ma ultimamente diceva che la scuola non gli piaceva più", ha dichiarato la madre, Simonetta La Marra, originaria di Cassino  

Un calvario iniziato alle elementari e proseguito alle medie e all'istituto superiore "Pacinotti" di Formia, dove il ragazzo era iscritto. "Paolo amava portare i suoi capelli biondi molto lunghi. Dopo i primi quattro giorni di scuola superiore hanno cominciato a chiamarlo ‘Paoletta’, ‘femminuccia’, ‘Nino D’Angelo’", ha raccontato la donna, aggiungendo che il figlio era stato costretto a tagliarsi i capelli per porre fine alle vessazioni.

La prima denuncia risale a quando Paolo era in quinta elementare, quando un compagno gli puntò contro un cacciavite di plastica minacciandolo. La madre ha detto che anche in quell'occasione la maestra non intervenne. Tutte le successive denunce, fatte in forma scritta e verbale, non hanno sortito alcun effetto.

Il Ministro Valditara ha espresso la sua vicinanza alla famiglia e ha annunciato l'invio di ispettori sia all'istituto superiore, sia nelle due scuole medie frequentate in precedenza da Paolo. "Con il 5 si è bocciati, con il 6 rimandati, cambiano le sospensioni. Non più starsene a casa, ma più a scuola e attività socialmente utili. Obbligo dei dirigenti scolastici, laddove vengano a conoscenza di fenomeni di bullismo, di attivare dei percorsi, convocare i genitori e, nei casi più gravi, segnalare alle autorità", ha dichiarato il Ministro, sottolineando che "dobbiamo verificare se la legge è stata rispettata".

Intanto, le indagini della Procura di Cassino, delegate ai Carabinieri di Formia, procedono con il sequestro del cellulare e dei dispositivi mobili di Paolo e di alcuni suoi coetanei. Vengono inoltre riesaminate le denunce presentate dalla famiglia tre anni fa.





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