Edilizia nel Lazio: tra ombre mortali e la vivace ripresa di Frosinone

Economia - In Ciociaria 12 incidenti mortali negli ultimi dieci anni nel settore delle costruzioni. I dati emersi nel congresso regionale della Filca Cisl dove è stato poi rilevato come in Provincia ci sia un aumento degli addetti, passati da 6.500 nel 2021 a 8.900 nel 2024. Tutti i dettagli

Edilizia nel Lazio: tra ombre mortali e la vivace ripresa di Frosinone
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 08-04-2025 17:37 - Tempo di lettura 3 minuti

Il recente congresso regionale della Filca-Cisl ha acceso i riflettori su un duplice scenario che caratterizza il settore edile nel Lazio. Da un lato, l'ombra persistente e tragica degli infortuni mortali sul lavoro, dall'altro, una vivace ripresa del comparto nella provincia di Frosinone, accompagnata da pressanti richieste per lo sviluppo di infrastrutture cruciali per il territorio.

I dati presentati dal sindacato sono impietosi: dal 1999, ben 294 vite si sono spezzate nei cantieri edili del Lazio, di cui 81 negli ultimi dieci anni. La provincia di Roma piange il maggior numero di vittime recenti, con 52 decessi dal 2014 (29 nella sola capitale). Tuttavia, anche la provincia di Frosinone ha pagato un prezzo alto, con 12 incidenti mortali registrati nello stesso periodo, un numero che sottolinea come la sicurezza sul lavoro rimanga una priorità assoluta anche in un contesto di crescita.

A livello regionale, la principale causa di morte negli ultimi dieci anni è la caduta dall'alto (44 decessi), seguita dal coinvolgimento da parte di mezzi pesanti (17) e dall'essere colpiti da materiali di lavoro (11). Preoccupante anche il dato relativo all'età delle vittime: dal 2014, 18 operai con più di 60 anni hanno perso la vita, di cui 8 negli ultimi quattro anni, evidenziando la necessità di tutele specifiche per i lavoratori più anziani.

Nonostante questo quadro allarmante sul fronte della sicurezza, la provincia di Frosinone emerge con segnali incoraggianti di ripresa. Secondo i dati della Cassa Edile, si è registrato un significativo aumento degli addetti nel settore, passati da 6.500 nel 2021 a 8.900 nel 2024.

Parallelamente, si è osservato un incremento di oltre 200 aziende e una crescita della massa salari da 84 a 101 milioni di euro. Questi numeri testimoniano la vitalità del comparto edile ciociaro, confermandosi come uno dei principali motori occupazionali del territorio.

In questo contesto di crescita, la Filca-Cisl rilancia con forza alcune richieste strategiche per lo sviluppo infrastrutturale della provincia di Frosinone, sottolineando come investimenti mirati possano non solo migliorare la qualità della vita e la competitività del territorio, ma anche creare nuove opportunità di lavoro in un ambiente più sicuro.

Tra le priorità evidenziate dal sindacato spiccano:

La Fermata TAV: considerata un'opportunità "unica" per integrare la provincia nelle grandi direttrici ferroviarie dell'Alta Velocità, riducendo le distanze con Roma e Napoli e trasformando il territorio in un nodo strategico per commercio e logistica.

La Riqualificazione della Frosinone-Mare: definita un'arteria "vitale" per il collegamento del capoluogo con il litorale tirrenico, la sua messa in sicurezza è ritenuta fondamentale per garantire spostamenti più rapidi e sicuri, sostenendo turismo e commercio.

Il Potenziamento della Strada Statale 630 Cassino-Mare: vista come un corridoio strategico per collegare il porto di Gaeta con i distretti industriali del sud della provincia, con un potenziale di sviluppo economico significativo.

Il Completamento della Ferentino-Sora: un'infrastruttura ritenuta importante per garantire collegamenti efficaci tra le aree interne e la rete autostradale, con la possibilità di essere ulteriormente valorizzata con la realizzazione della fermata TAV.

La Filca-Cisl, pur riconoscendo i segnali positivi di crescita nel settore edile frusinate, non abbassa la guardia sul tema cruciale della sicurezza sul lavoro. L'appello per infrastrutture moderne e sicure va di pari passo con la necessità di intensificare i controlli nei cantieri e promuovere una cultura della prevenzione per evitare che la ripresa economica sia macchiata da ulteriori, inaccettabili perdite di vite umane. Il sindacato chiede un impegno congiunto di istituzioni, imprese e lavoratori per garantire un futuro del settore edile nel Lazio che sia non solo prospero, ma soprattutto sicuro per tutti.





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