Voto di scambio e firme false, Leone solleva la questione morale

POLITICA – Il consigliere di opposizione chiede al sindaco di Cassino di riferire in Aula. Sardellitti: “Qualcuno si è divertito alle mie spalle”. Giuseppe Martini: “Può un’ amministrazione gestire il nostro Comune senza avere la sicurezza di una sicura legittimazione popolare democraticamente e lecitamente ottenuta?”

Dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato ad 8 persone, tra cui il consigliere comunale del Pd di Cassino Tommaso Marrocco e l’ex consigliera provinciale Alessandra Sardellitti per le indagini sul presunto voto di scambio e le presunte firme false della lista del Pd, in Comune si agita la questione morale. Ovvero: al netto di quello che potrà poi emergere nel Palazzo di Giustizia, le opposizioni chiedono di prendere atto dei risvolti immediati che ci sono nel Palazzo di piazza De Gasperi.

LEONE: CONSIGLIO STRAORDINARIO

A partire lancia in resta è il consigliere comunale Benedetto Leone, che argomenta: ” Oggi la nostra città è sulle agenzie di stampa nazionali, e non per qualcosa di bello, ma per le firme false e il voto di scambio alle ultime elezioni amministrative, coinvolgendo il Partito Democratico e un consigliere comunale della maggioranza del Sindaco. A differenza di Salera, che ha sempre vestito i panni del “giustizialista”, contro tutti, trasformando noi avversari politici in nemici da abbattere, il “Garantismo” rappresenta la mia è la nostra cultura politica. Non entro nel merito dell’inchiesta, ma pretendo che Salera venga in Consiglio Comunale a informare la città su questa triste vicenda che è un vero attentato alla democrazia.

Mesi fa, ricordai a Salera di svestire i panni del giustizialista, di non inquinare il clima politico, ma niente, allusioni di querele, denunce, esposti e costituzioni parte civile contro i suoi avversari, sia attuali consiglieri comunali come il sottoscritto che ex amministratori della città, hanno caratterizzato questi due anni e mezzo della sua amministrazione. Oggi, questa bruttissima pagina di democrazia della nostra città, deve avere una risposta da parte del Sindaco. Anche perché ora Salera dovrà esprimersi se costituirsi parte civile, coerentemente con quanto ha fatto contro i suoi avversari politici, anche contro un suo Consigliere Comunale, contro il suo Partito Democratico che lo sostiene in maggioranza.

Da quanto emerso dall’inchiesta, ci sarebbero state 47 firme non vere apposte alla presentazione della lista del Partito Democratico che ha sostenuto la sua candidatura a Sindaco. Siamo dinanzi ad una alterazione delle regole del gioco, la nostra Democrazia.

Ora Salera, scenda dal piedistallo di custode della conoscenza assoluta, della trasparenza e della correttezza, e dopo questo fatto, si ricordi quando definì “feccia della politica” gli avversari politici. La democrazia e le sue regole sono il fondamento di una comunità civile e libera. La democrazia è bella, ma va esercitata con senso di responsabilità”.

GIUSEPPE MARTINI: “DIMISSIONI”

L’avvocato Martini, che alle elezioni del 2019 era il candidato sindaco del M5S, argomenta: “Ricapitolando, durante le elezioni comunali di Cassino che, come noto, si sono tenute nel 2019, la coalizione a sostegno dell’attuale sindaco era composta oltre che dal PD dalla lista DEMOS e dalla lista SALERA SINDACO.
Furono circa 2300 gli elettori che diedero il loro consenso ai canditati della lista del PD eleggendone 7.


Dunque sicuramente il sindaco e gli altri candidati eletti nelle liste in coalizione hanno vinto le elezioni ed amministrano la nostra Città grazie alla presenza della lista del PD e grazie ai voti ottenuti da Tommaso Marrocco: il risultato elettorale sarebbe stato molto probabilmente, se non sicuramente, diverso senza la lista del PD o senza i voti ottenuti dall’attuale consigliere comunale Tommaso Marrocco.


E, a mio parere, il risultato sarebbe stato altrettanto diverso se gli elettori del locale PD (e probabilmente anche quelli delle liste in coalizione) avessero conosciuto prima del voto i predetti fatti: nessun elettore del locale PD voterebbe convintamente per una lista che, nella migliore delle ipotesi, viene sostenuta con firme non autentiche, o per un candidato che chiede i voti in cambio di favori né, molto probabilmente se non sicuramente, in tali condizioni l’attuale sindaco e i consiglieri avrebbero mai accettato una candidatura.


Ma all’epoca gli elettori del PD non erano a conoscenza di tutto ciò. Certo oggi, conoscendo i fatti, ritirerebbero sicuramente il consenso che espressero nel 2019 per quella lista e/o per quel candidato: non posso immaginare un elettore onesto che voterebbe candidati e/o liste assecondando consapevolmente l’alterazione della competizione elettorale (pur non volendo considerare l’imbarazzante sostegno data alla lista del PD da personaggi che oggi risultano altrettanto imputati).


Ebbene a mio giudizio questi fatti, a prescindere dal rilievo penale, debbono essere considerati con responsabile attenzione dal punto di vista politico-amministrativo: può un’ amministrazione gestire il nostro Comune senza avere la sicurezza di una sicura legittimazione popolare democraticamente e lecitamente ottenuta?
Da questo punto di vista sarebbero giustificate le dimissioni di qualsiasi amministratore a cui sta a cuore la sicurezza di amministrare il proprio Comune nella legalità avendo ricevuto il mandato nella massima correttezza e trasparenza cioè legittimamente, diversamente rischia di essere confuso tra coloro che assecondano gli “imbrogli elettorali” e le situazioni di illegalità per danneggiare i competitors, gli avversari e, a ben vedere, gli stessi elettori e evidentemente l’immagine del Comune”.

SARDELLITTI CI METTE LA FACCIA

Alessandra Sardellitti, oggi dirigente di “Azione!” e all’epoca dei fatti consigliera provinciale del Pd che fu chiamata a Cassino per l’autentica delle firme ci mette la faccia e dice: “Sono una persona trasparente. Ancora di più in politica. Sono stata coinvolta, mio malgrado, nella vicenda della raccolta firme per le Elezioni comunali di Cassino del 2019. So solo, e decine di testimoni potranno confermarlo, che sono stata due giorni nel comitato elettorale di Cassino a raccogliere firme. Centinaia di persone che per due giorni mi hanno sfilato davanti con il loro documento per sottoscrivere non una ma due liste elettorali.

Eppure sembrerebbe che qualcuno si sia divertito, sulle mie spalle, a raccogliere firme false su moduli poi sottoposti alla mia attenzione. Come avvocato e cittadina ho massimo rispetto per la magistratura e in quella sede, dimostrerò la mia assoluta mancanza di responsabilità in questa triste vicenda. Questo il prezzo che ho pagato per dare il mio contributo, a titolo completamente gratuito, ad un candidato del mio ex partito.Da buon avvocato affronterò le prossime mosse con lucidità e consapevolezza della mia serietà Grazie a tutti coloro che mi hanno inviato un messaggio di solidarietà”.