Nuova vita per gli spazi culturali, perchè non è vero che “con la cultura non si mangia”

OPINIONI – Dopo il museo Carettoni e la Rocca Janula, ora tocca è il “Manzoni” ad alzare il sipario. La riflessione del professor Mario Costa sulla ripartenza e sull’importanza della riapertura del teatro per la città di Cassino

Mario Costa
Mario Costa

Già vicesindaco di Cassino

Dallo “o Franza o Spagna, purché se magna”, passando per il “magna magna” dei Forchettoni di democristiana memoria di tempi andati, per arrivare al solido convincimento di quegli immarcescibili fessacchiotti che oggi continuano a ripetere alla romanesca maniera che “con la cultura non se magna”, a Cassino, grazie al lavoro di chi, pur forse di buon appetito ma senza porsi il non problema del se si “ magna” oppure no, la Cultura riparte aprendo i suoi luoghi.

Dopo l’Abbazia, rimasta chiusa per troppo tempo, ha riaperto le proprie porte nei giorni addietro il museo archeologico nazionale “Carettoni” (sul cui nome, maledettamente riportato con una “r” di troppo sfuggita al controllo di un distratto comunicatore, c’è stato pure chi non se l’è fatta scappare la ghiotta occasione per “ricamarci” su. Lo ha fatto comunque in maniera simpatica: complimenti! Ancor più se ne ha tratto personale gratificazione, non trovando di meglio, come par di capire).

Domenica ha riaperto pure la Rocca Janula con una rappresentazione in costume medioevale da parte dei “Corvi di Giano”, associazione storica locale, mentre martedì prossimo, 1° giugno, riaprirà finalmente le sue porte alla città il Teatro Manzoni rimesso a nuovo. Poiché lì si proietteranno anche films, si chiamerà d’ora in poi “Cinema Teatro Manzoni”. Con un nuovo logo, una “M”, ispirato a “eleganza, modernità e semplicità”, come ha spiegato il giovane Simone Pagano che lo ha ideato.

Ma veniamo al nostro “Manzoni”. La sua riapertura (l’unico teatro “comunale” del Lazio che apre a giugno), senza esagerare, è uno di quegli avvenimenti attesi da tempo, su cui però erano in parecchi ad averci perso la speranza. Chiusi i battenti dal maggio 2016, alla fine dell’era petrarconiana, il nostro “Cinema Teatro”, finalmente li riaprirà. Sembra ieri, eppure è passato un lustro prima di poter venire a capo dell’intreccio di innumerevoli problemi riguardanti sia parti della struttura che quelli legati ai non semplici aspetti gestionali. Il cincischiare della precedente amministrazione di centrodestra non aveva fatto altro che ingarbugliare le cose. C’è voluta la tenacia e la competenza di chi si è posto davanti alla complicata situazione con il solo obiettivo di ridare il Teatro alla città e a tutto un territorio. Merito quindi all’amministrazione di Salera e della società che si è aggiudicata la gestione, “Radio Cassino Stereo” di Enzo Pagano. A quest’ultima il merito di aver concordato ed accettato di anticipare a scomputo dei canoni una consistente somma per eseguire lavori per l’impianto antincendio, per i lavori termici ed elettrici, di climatizzazione. “Robetta” dell’importo di circa 160 mila euro, complessivamente.

Il Comune ha poi reperito nelle pieghe delle sue esangui casse circa 50 mila euro, “pronta cassa”, per l’impermeabilizzazione della copertura, comprensiva del tetto adiacente la chiesa di Sant’Antonio, per la pulizia dei canali di gronda, per i vetri della facciata, per la parte vetrata dell’ingresso e per la ritappezzatura di una sessantina di poltrone. Al restyling interno: luci, nuovo schermo, miglioramento dell’insonorizzazione, tinteggiatura, ha provveduto il gestore. Un concittadino animato da tanto entusiasmo e, aggiungiamo, da molto coraggio. A lui vanno gli auguri sinceri. Ne ha bisogno.

Enzo Pagano si è buttato in questa avventura con la forza della sua professionalità imprenditoriale, con l’entusiasmo di chi non va solo in “cerca di gloria”, ma – è logico credere – anche perché sorretto dal convincimento di chi sa che con la “cultura se magna” pure. Nel significato “nobile” dell’espressione, naturalmente.