esseregenitorioggi# - Mamma e papà non devono pensarla sempre allo stesso modo, ma offrire una direzione comune: regole condivise e confronto lontano dai figli rafforzano sicurezza e autorevolezza. Decimo appuntamento con la rubrica 'Essere genitori oggi' a cura di Luigi Pietroluongo, psicologo, sociologo del benessere organizzativo, counselor strategico-sistemico e autore del libro "Una tempesta in casa – Manuale pratico per sopravvivere ai propri figli adolescenti aiutandoli a diventare adulti felici
“Chiedilo a papà.” “No, chiedilo a mamma.” In molte case questa frase appare piccola, quasi innocua. Eppure, quando diventa un’abitudine, può trasformare ogni richiesta del figlio, il telefono, l’orario di rientro, i compiti, le uscite, il denaro, in un terreno di scontro fra gli adulti.
Il figlio non sempre “manipola” in modo calcolato. Spesso cerca semplicemente il varco che trova aperto. Se percepisce che mamma e papà non sono allineati, proverà naturalmente a rivolgersi al genitore più disponibile in quel momento. Ma il prezzo rischia di essere alto: confusione, regole imprevedibili, tensione e un senso di insicurezza che il figlio non sa nominare.
Spiegazione
Il problema non è avere idee diverse. Due persone diverse non possono pensare sempre allo stesso modo. Il problema nasce quando la differenza diventa delegittimazione: uno corregge l’altro davanti al figlio, uno annulla la decisione dell’altro, oppure si forma la coppia “genitore buono-genitore cattivo”.
Nella terza delle 12 Abilità del Genitore Consapevole, l’alleanza educativa significa proprio questo: non essere identici, ma offrire al figlio una direzione comune. Quando i genitori tornano a sentirsi squadra, diminuiscono le triangolazioni e aumenta l’autorevolezza condivisa.
Tre comportamenti concreti
Evitate di discutere una regola davanti a vostro figlio: potete dire “Ne parliamo tra noi e poi ti rispondiamo”.
Non chiedete al figlio di scegliere chi ha ragione tra mamma e papà. Se uno dei due ha già dato una risposta, l’altro non la annulli davanti al figlio: prima confrontatevi in privato.
Esercizio pratico
La mappa delle divisioni. Per una settimana annotate le tre situazioni in cui vostro figlio si rivolge prima a uno e poi all’altro genitore per ottenere risposte diverse. Non cercate il colpevole: chiedetevi invece quale regola o quale accordo mancava.
Un figlio non ha bisogno di genitori perfettamente uguali. Ha bisogno di adulti che sappiano parlarsi, proteggere la loro alleanza e offrirgli confini affidabili. La squadra non nasce dall’assenza di differenze: nasce dalla capacità di non usare le differenze per ferirsi.