Economia - Rocca chiede di anticipare i piani prima di dicembre. L' Azienda garantisce investimenti su brand premium e sul nuovo Grecale nel 2027, domani l'audizione chiave a Montecitorio. Intanto in fabbrica è subito beffa: questa mattina gli operai mandati a casa dopo due ore per un guasto
Il destino dello stabilimento Stellantis di Cassino e del suo intero indotto si decide sull'asse Roma-Piedimonte San Germano. La giornata odierna ha visto un importante passaggio istituzionale a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e la vice presidente Roberta Angelilli hanno incontrato l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, e il responsabile Europa del gruppo, Emanuele Cappellano.
Rocca ha posto con forza il tema del futuro industriale del sito pedemontano, esprimendo la profonda preoccupazione delle parti sociali per la tenuta occupazionale della filiera automotive e chiedendo di anticipare i dettagli del piano industriale prima della scadenza di dicembre.
Da parte loro, i vertici di Stellantis hanno cercato di rassicurare la Regione, confermando la volontà di valorizzare Cassino attraverso i brand Alfa Romeo e Maserati e annunciando investimenti legati al nuovo modello Grecale previsto per il 2027. Se l'Uglm accoglie con un timido ottimismo le indiscrezioni su due nuove vetture Maserati di segmento E, il fronte sindacale confederale (Fim, Fiom e Uilm) resta profondamente scettico. Anche la segretaria generale della Fismic-Confsal, Sara Rinaudo, ha lanciato da Cassino un appello accorato: "La fabbrica non può essere lasciata sola, va salvata per tutelare l'intero territorio".
Domani Filosa in Parlamento: il vero spartiacque della crisi
Le rassicurazioni odierne, tuttavia, attendono una conferma ufficiale e dettagliata. L'attenzione generale si sposta infatti interamente a domani, quando il Ceo Antonio Filosa riferirà direttamente in Parlamento sui siti italiani del gruppo automobilistico. Sarà quella l'occasione per capire se per conoscere il destino di Cassino bisognerà attendere la fine dell’anno – costringendo i lavoratori a un altro lunghissimo semestre nel limbo – o se l’amministratore delegato sarà in grado di anticipare un cronoprogramma con novità concrete prima della pausa estiva.
I numeri d'altronde descrivono una paralisi senza precedenti: nei primi cinque mesi dell'anno si è lavorato complessivamente per soli 24 giorni, una media drammatica di meno di cinque giorni di attività al mese che pesa come un macigno sulle tasche delle tute rosse.
Questa mattina l'ennesima beffa: operai rimandati a casa dopo due ore
A rendere l'attesa ancora più tesa e paradossale è quanto accaduto proprio questa mattina all'interno dello stabilimento, in quello che doveva essere uno dei rari giorni di lavoro di giugno dopo una lunghissima serrata.
Gli operai erano rientrati in fabbrica con la speranza di far ripartire la produzione, ma la sfortuna si è abbattuta sul sito pedemontano: nel reparto montaggio si è verificata una rottura meccanica che le squadre di manutenzione interna non sono riuscite a riparare tempestivamente. Di fronte al guasto imprevisto, la dirigenza aziendale ha preso una decisione drastica: tutti a casa alle otto del mattino, dopo appena due ore di turno.
Un episodio in cui "piove sul bagnato" e che fotografa plasticamente la sofferenza di quello che oggi viene considerato l'anello più debole della catena nazionale di Stellantis, in attesa che domani la politica e i vertici del gruppo facciano finalmente chiarezza.
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