Politica - Parte la richiesta formale a RFI e al Ministero per conoscere i dati tecnici e i criteri di esclusione del Cassinate. Alessio Carlino: "Si tratta di comprendere se questo territorio sia stato effettivamente valutato nell’ambito degli studi tecnici. Scelta strategica, serve massima trasparenza e non campanilismo"
È stata trasmessa in queste ore un’istanza di accesso civico generalizzato rivolta a RFI, Ferrovie dello Stato Italiane, FS Sistemi Urbani, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e agli altri enti interessati, avente ad oggetto la richiesta di ostensione del DocFAP, degli atti istruttori, delle analisi comparative e della documentazione relativa alla nuova stazione “Frosinone AV – MedioLatium” sulla linea Roma-Napoli AV/AC.
L’iniziativa non nasce con spirito polemico, né intende alimentare contrapposizioni territoriali. Al contrario, essa muove da un principio semplice: una scelta infrastrutturale destinata a incidere per decenni sulla mobilità, sull’economia e sul futuro del Lazio meridionale deve essere fondata su criteri pubblici, verificabili e trasparenti.
Non si tratta di una battaglia di Cassino contro Frosinone o Ferentino o altri territori della Provincia. Si tratta, piuttosto, di comprendere se il Cassinate sia stato effettivamente valutato nell’ambito degli studi tecnici e, in caso affermativo, con quali criteri, con quali punteggi e con quali risultati. Se, invece, il Cassinate non fosse stato valutato, sarebbe necessario conoscere le ragioni tecniche, economiche, trasportistiche e territoriali di tale esclusione.
Già nel 2020, con l’iniziativa civica #BuonsensoTAV e con una petizione pubblica rivolta a cittadini, istituzioni e soggetti competenti, era stata posta la necessità di valutare in modo oggettivo e non campanilistico la migliore localizzazione di una stazione o fermata dell’Alta Velocità nel Lazio meridionale. In quella fase venivano evidenziati alcuni elementi che, ancora oggi, meritano attenzione: la posizione di Cassino lungo l’asse Roma-Napoli, la presenza dell’area industriale Cassino-Piedimonte San Germano, il ruolo dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, i collegamenti con Molise, alto Casertano, Valle di Comino, Sorano, basso Lazio e litorale tirrenico.
A seguito di una richiesta formale presentata nel maggio 2020, FS Sistemi Urbani comunicò che il Protocollo sottoscritto con la Regione Lazio prevedeva l’istituzione di un Gruppo di Lavoro in ambito RFI incaricato di esplorare “tutte le possibili alternative”, al fine di individuare la migliore soluzione in termini di costi/benefici e di bacino di utenza potenzialmente interessato nel breve, medio e lungo periodo. Nella stessa comunicazione veniva precisato che l’esatta collocazione geografica della stazione AV era ancora in fase di studio.
Proprio per questo, oggi appare necessario conoscere gli atti che hanno condotto alla scelta presentata nel 2026. L’istanza chiede, in particolare, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, le analisi multicriteri, l’analisi costi-benefici, le tre alternative valutate, i punteggi attribuiti, i dati sul bacino di utenza, le interlocuzioni istituzionali e ogni documento dal quale risulti se Cassino, Roccasecca, San Vittore del Lazio o altre ipotesi del Cassinate siano state effettivamente prese in considerazione.
La richiesta è ispirata a una logica costruttiva. Il Lazio meridionale, oggi ancor di più, ha bisogno di infrastrutture, collegamenti, servizi moderni e scelte strategiche capaci di generare sviluppo. Proprio per questo ogni decisione deve essere accompagnata dalla massima trasparenza e da un confronto aperto con i territori.
Il Cassinate non chiede favori e non intende sottrarre opportunità ad altri. Chiede semplicemente che il proprio ruolo venga valutato alla luce di dati oggettivi: industria, università, mobilità, bacino interregionale, aree interne, connessioni ferroviarie e autostradali, domanda potenziale e prospettive di sviluppo.
Se la localizzazione Ferentino/Frosinone dovesse essere confermata all’esito di una comparazione tecnica completa e verificabile, sarà comunque indispensabile che Cassino e il Lazio meridionale ottengano impegni concreti e non generiche rassicurazioni: potenziamento stabile delle fermate Frecciarossa, miglioramento dei tempi di percorrenza sulla direttrice Roma-Cassino-Napoli, rafforzamento della FL6, maggiore intermodalità e investimenti reali a servizio dell’area industriale, dell’Università, dei pendolari e dei cittadini.
Il primo passo, però, è conoscere gli atti. Solo attraverso la trasparenza sarà possibile superare le polemiche, evitare divisioni territoriali e costruire una discussione seria sul futuro infrastrutturale del Lazio meridionale.
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