Politica - Un corto circuito burocratico che assume i contorni del giallo e, sullo sfondo, un attacco frontale all'amministrazione comunale: da un lato la la regolarità delle dimissioni del consigliere Franco Evangelista, dall'altro la dura denuncia dei colleghi di opposizione sulla gestione della città. Ecco tutti i dettagli
Un corto circuito burocratico che assume i contorni del giallo e, sullo sfondo, un attacco frontale all'amministrazione comunale. C'è massima tensione politica nel Comune di Cassino, dove nelle ultime ore si sta consumando uno scontro a due livelli: da un lato la regolarità delle dimissioni del consigliere Franco Evangelista, dall'altro la dura denuncia delle opposizioni sulla gestione della città.
Il caso del giorno riguarda la posizione del consigliere Franco Evangelista. Dal suo staff trapela una certezza: "Le dimissioni sono state registrate". Una versione che però si scontra frontalmente con quanto trapela e si scopre direttamente dai corridoi del Municipio. Dagli uffici di piazza De Gasperi, infatti, fanno sapere che la prassi amministrativa e lo Statuto comunale parlano chiaro, non lasciando spazio a interpretazioni: per essere valide, le dimissioni di un consigliere devono essere presentate fisicamente e di persona presso l'Ufficio Protocollo dell'ente, non inviate tramite PEC come ha fatto Evangelista.
Ed è proprio per questo vizio di forma che, come si legge in una nota a margine sollevata dagli stessi consiglieri di minoranza, le dimissioni di Franco Evangelista sono state rigettate. Un pasticcio burocratico che, di fatto, lo reintegra immediatamente nel pieno delle sue funzioni, permettendogli di firmare il duro documento politico insieme ai colleghi di opposizione.
Risolto – almeno per il momento – il rebus della sua presenza in assise, Evangelista ha fatto quadrato intorno ai colleghi Giuseppe Sebastianelli e Arduino Incagnoli. I tre consiglieri hanno firmato oggi un durissimo comunicato congiunto per rivendicare il proprio ruolo ispettivo in un Consiglio comunale che si riunisce con il contagocce (appena uno al mese, circa dieci all'anno).
«Il ruolo della minoranza non è fare demagogia, ma garantire controllo e proposta nell’interesse della città», replicano i consiglieri alla maggioranza. I tre esponenti di opposizione lamentano un muro di gomma da parte della Giunta, accusata di bocciare a priori ogni proposta solo perché "proveniente dalla minoranza". Tra gli esempi citati, il no all'innalzamento della soglia di esenzione dell'addizionale comunale per i redditi bassi (tra gli 8.000 e i 10.000 euro) e il rifiuto di decentrare alcuni servizi comunali nei quartieri di San Bartolomeo, Colosseo e nella frazione di Caira.
Il quadro dipinto da Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli è quello di una città a due velocità, dove il progetto “Cassino Città della Cultura” viene gestito «senza confronto e partecipazione», mentre le zone periferiche e molte strade del centro versano nel degrado.
Il dito viene puntato soprattutto sulla manutenzione ordinaria e sulla situazione del cimitero comunale, definito in uno «stato di evidente abbandono». Secondo i consiglieri, ci sarebbero aree del camposanto rimaste al buio per mesi, nonostante il Comune continui a pagare regolarmente il canone annuale per l'energia elettrica.
La battaglia politica è appena iniziata: con un Evangelista "respinto" al mittente dalla burocrazia e un'opposizione più calda che mai, i prossimi Consigli comunali si preannunciano infuocati.
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