Opinioni - Dalla stazione della TAV a Sgurgola alle radici del Partito Democratico, il confronto politico si accende. “La città è stata lasciata fuori da ogni tavolo decisionale per l’assenza di una battaglia politica concreta. Esistevano soluzioni meno costose e più funzionali tra Pignataro e Roccasecca"
LeggoCassino è l’unico mezzo di informazione che ha da sempre mantenuta alta l’attenzione sull'intera faccenda della Stazione Tav e sui carenti collegamenti ferroviari. E proprio grazie a questa attenzione che oggi possiamo aspirare ad avere qualche miglioramento sui collegamenti ferroviari.
La questione, se non fosse tragica, sarebbe ridicola, con la presunzione di qualche politicante che vorrebbe farci bere che la localizzazione di questa stazione Tav nelle campagne di Sgurgola sia squisitamente tecnica e non solo politica. È la più evidente dimostrazione che abbiamo una classe politica inadeguata, incapace di coniugare efficienza ed efficacia con le poche risorse a disposizione spingendo per la costruzione dell’ennesima cattedrale nel deserto come siamo abituati a vedere.
La diligenza di un normale padre di famiglia avrebbe fatto la scelta logica dove il rapporto tra costi e benefici fosse il più alto possibile, invece la politica, tutta, nessuno escluso - ed incluso il Sindaco di Cassino - sta prospettando scelte assurde e prive di qualsiasi logica imprenditoriale.
RFI ha due siti di proprietà dove poteva costruire una stazione Tav, due siti per i quali non si necessita di espropri e di infrastrutture costose: a Pignataro RFI è proprietaria di un villa a ridosso dei binari, con un vastissimo terreno da adibire a parcheggio, strade di collegamento già esistenti, a meno di 1 Km dal casello autostradale e direttamente sulla SS Avezzano/Sora/Cassino/Formia. L’altra soluzione logica era Roccasecca dove esiste già una stazione TAV destinata al traffico merci. Anche in questo caso nessun esproprio e sia per Cassino che per Roccasecca sarebbe stato una localizzazione a metà strada tra Napoli e Roma.
Poi qualcuno dovrebbe avere la capacità di spiegare con i numeri come si giustifica tecnicamente una stazione tanto costosa nelle campagna di Sgurgola ed a meno di 50 km da Roma. Adesso anche Mantova si accinge ad avare la sua stazione TAV, al palo è rimasta solo la città di Cassino per l’insipienza di un'intera classe politica. Sia a Reggio Emilia che a Mantova sono stati i rispettivi sindaci a fare la battaglia per il proprio Comune, invece il nostro Sindaco preferisce indebitare il Comune per fare una piazza. Adesso anche il Sindaco di Parma sta lottando per avere una stazione in linea solo in periodo della Fiera.
Non servono le difese di vari scudieri per giustificare che le colpe siano altrove dimostrando ancora una volta che essere eredi di ciò che rappresentava Peppone coincide ancora oggi con la mistificazione dei fatti. Bisogna avere il coraggio di dire ai cittadini l’assoluta verità, cioè che il primo responsabile di una stazione Tav non a Cassino è del Sindaco di Cassino, seguito a ruota dai politici di quasi tutti i partiti di sinistra e di destra.
La verità spesso fa male ma è un dovere caro amico Sergio Marandola, perchè scrivere che il PD sia l’unione di due culture diverse senza citarle è una mistificazione. Fu il Partito Comunista Italiano guidato da Achille Occhetto che per vergogna di rappresentare una storia pesante pensò bene di camuffarsi e di chiamarsi PDS, poi non pago e per nascondere ancora le origini cambiò ancora nome in DS, questa è la matrice di una parte dell’attuale PD, poi c’è anche quella parte minoritaria dei cattolici di sinistra che militavano nella Democrazia Cristiana che transitati nella Margherita non avevano più altra via di scampo che allearsi con gli eredi della storia comunista per difendere i propri scranni parlamentari.
Rivangare la storia di Sturzo è fuori da ogni logica, Sturzo creò il PPI dopo la Rerum Novarum che nacque proprio contro il comunismo, la storia va letta con onestà, dopo il PPI messo fuori legge dal Fascismo nacque la DC che si caratterizzò per essere anticomunista ed antifascista e solo una frettolosa e populista legge elettorale mise fine a quella esperienza di governo che garantì al nostro Paese oltre 40 anni di libertà, di pace e di progresso nel benessere. (LEGGI QUI: Marandola replica a Valente: “Il Pd non è il partito di Peppone, nasce dall’incontro tra culture diverse”).
La triste realtà è che Cassino non ha mai fatto parte di alcun tavolo sulla Stazione Tav perché il Sindaco aveva altri interessi politici, nemmeno una interlocuzione per ricordare a RFI che potevano esserci altre soluzioni. Distinguiamo i fatti dalle strumentalizzazioni e dalle giustificazioni faziose della politica, i fatti sono questi, il Sindaco di Cassino sulla Stazione Tav si è girato dall’altra parte.
Nel frattempo che si compia lo scempio di soldi pubblici LeggoCassino continua a tenera alta l’attenzione nella speranza di coinvolgere in un dibattito tutti i cittadini non solo di Cassino ma dell’intero territorio circostante
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