Rocca sfida Stellantis : "Non si può aspettare dicembre, pronti al dialogo con i cinesi"

Economia - Il presidente della Regione Lazio, tra il Premio Mattei all'Università e il presidio ai cancelli dello stabilimento, chiede un tavolo urgente per salvare l'indotto: "Serve industria, non finanza". Ma la Fiom CGIL frena: "Istituzioni in ritardo, la discussione vada a Palazzo Chigi". Uilm e Uglm: "Fare presto, c'è il rischio desertificazione"

Rocca sfida Stellantis : "Non si può aspettare dicembre, pronti al dialogo con i cinesi"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 26-05-2026 19:04 - Tempo di lettura 3 minuti

La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino si sposta al centro dell'agenda politica regionale in una giornata densa di appuntamenti per il governatore del Lazio. Prima di varcare i cancelli della fabbrica, il presidente Francesco Rocca è stato ospite all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale per presenziare all'importante cerimonia del Premio Mattei.

Proprio dall'ateneo si è levata la riflessione sul destino industriale del territorio, un tema che Rocca ha poi approfondito nel successivo e atteso faccia a faccia con i lavoratori e i rappresentanti sindacali direttamente davanti al cancello 2 di viale Umberto Agnelli. Accompagnato dal presidente di Unindustria Cassino, Vittorio Celletti, e dal sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, il governatore ha poi visitato l'interno del sito produttivo.

Davanti ai taccuini dei giornalisti e alle tute rosse, Rocca ha espresso con forza l'impossibilità di attendere il piano industriale di dicembre, sottolineando come l'indotto non possieda la solidità finanziaria di una multinazionale e rischi il collasso trascinando con sé l'intera fabbrica. Il presidente della Regione ha riferito i dettagli del suo ultimo colloquio con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, confermando di aver chiesto un tavolo specifico per Cassino in concomitanza con l'audizione parlamentare dei vertici di Stellantis e di John Elkann a Roma.

Sul fronte delle alleanze internazionali, Rocca ha annunciato l'intenzione di interfacciarsi con l'ambasciata cinese per verificare la concretezza di progetti legati a partner asiatici, rilanciando l'imperativo che tali accordi debbano partire proprio da Cassino e non dalla Spagna, rivendicando la centralità dell'industria reale rispetto alle logiche finanziarie.

Le risposte del fronte sindacale, pur registrando positivamente l'impegno in prima persona della Pisana, restano improntate alla massima allerta. I segretari generali di Uil e Uilm Frosinone, Alessandro Cirulli e Gennaro D'Avino, hanno espresso profonda preoccupazione per il rischio concreto di desertificazione industriale e per la precarietà che grava sulle famiglie, evidenziando come il 2026 rischi di passare alla storia come l'anno con il minor numero di giornate lavorative dall'apertura del sito nel 1972.

Anche Gerardo Minotti, segretario provinciale della UGL Metalmeccanici, ha rimarcato la necessità di un'ispezione urgente e ha chiesto l'assegnazione a Cassino di nuovi modelli di largo consumo per intercettare il mercato reale, guardando con interesse ai colloqui con l'ambasciatore cinese come potenziale leva per superare il gap dei costi energetici che penalizza l'Italia rispetto ai concorrenti europei.

La posizione più dura e dettagliata arriva infine dalla Fiom Cgil di Frosinone e Latina, che giudica l'intervento di Rocca importante ma non ancora sufficiente. Il sindacato mette in luce una pesante contraddizione temporale nella gestione della crisi, segnalando come a fronte dell'audizione dell'amministratore delegato Filosa nelle commissioni parlamentari prevista per il 17 giugno, il ministro Urso abbia convocato il tavolo automotive generale solo per il 14 luglio, una distanza temporale giudicata inaccettabile per un territorio in piena emergenza.

Secondo la Fiom, le rassicurazioni del ministro Urso non hanno fatto altro che confermare le preoccupanti linee guida già emerse nell'Investor Day di Stellantis, caratterizzate da una forte delocalizzazione della capacità produttiva verso gli Stati Uniti e da un depotenziamento del marchio Alfa Romeo, ridotto da globale a regionale senza certezze sull'ibridizzazione di modelli chiave come Giulia e Stelvio.

Per i rappresentanti dei lavoratori della CGIL, legare il destino dello stabilimento alle sole sorti del marchio Maserati, che nel 2025 ha registrato la produzione di appena 5000 esemplari, condanna la fabbrica alla cassa integrazione perpetua e all'utilizzo di modelli legati alla vecchia era FCA.

La Fiom Cgil ribadisce quindi che non c'è più tempo da perdere e che servono immediatamente investimenti per modelli aggiuntivi e motorizzazioni sia ibride che elettriche, sollecitando lo spostamento immediato della discussione a Palazzo Chigi prima del 17 giugno per garantire una missione produttiva certa che restituisca dignità e sicurezza occupazionale a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Cassino.


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