Cronaca - Massimo presidio dei Carabinieri nel territorio del Cassinate e della Valle dei Santi. Intanto a Cassino la Polizia arresta due truffatori: recuperato il bottino d'oro da 40.000 euro dopi una truffa messa in atto ai danni di una coppia di anziani residenti a Senigallia
Le ultime 24 ore hanno visto un’intensa attività di presidio del territorio, con Carabinieri e Polizia di Stato impegnati in una serie di interventi che hanno portato a denunce per gravi infrazioni al Codice della Strada e all'arresto di due truffatori intercettati alle porte dell'autostrada.
L'attività ha preso il via nella notte a Coreno Ausonio, dove i Carabinieri della Stazione di Ausonia, supportati dal Radiomobile di Pontecorvo, hanno fermato un operaio di 19 anni. Il giovane è stato trovato al volante con un tasso alcolemico di 2,14 g/l, un valore quasi quattro volte superiore al limite consentito e considerato estremamente pericoloso.
Oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza e al ritiro immediato della patente, il diciannovenne dovrà rispondere del rifiuto di sottoporsi ai test clinici per l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Spostandosi a Pontecorvo, i controlli dei militari si sono concentrati in via XXIV Maggio. In questo contesto, un uomo di 42 anni residente in città è stato deferito in stato di libertà perché sorpreso alla guida di una Fiat Panda nonostante la sua patente fosse stata revocata dalla Prefettura di Roma nel novembre 2021. Al termine delle verifiche, il veicolo è stato affidato alla madre convivente, legittima proprietaria del mezzo.
L’operazione più rilevante si è conclusa però a Cassino, dove la Polizia di Stato ha sventato una pesante truffa messa in atto ai danni di una coppia di anziani residenti a Senigallia. Gli agenti del locale Commissariato, durante l'ordinaria attività di controllo, hanno intercettato sulla strada provinciale 479 un'autovettura con a bordo una coppia di quarantenni originari della provincia di Caserta. Il mezzo era stato segnalato proprio come il veicolo utilizzato per mettere a segno un raggiro basato sulla tecnica del finto carabiniere.
Secondo la ricostruzione, la vittima era stata contattata telefonicamente da un sedicente militare che lo accusava di una rapina in gioielleria, convincendolo a consegnare i preziosi di famiglia a un complice per una presunta comparazione tecnica necessaria a scagionarlo.
La perquisizione effettuata dai poliziotti di Cassino ha permesso di confermare i sospetti: la donna nascondeva in un fazzoletto circa 400 grammi di oro, per un valore commerciale di circa 40.000 euro, mentre all'interno dell'abitacolo sono stati rinvenuti 6.000 euro in banconote di vario taglio.
Entrambi i soggetti, già gravati da precedenti specifici, sono stati arrestati e trasferiti presso le case circondariali di Rebibbia e Cassino, mentre l'oro e il denaro saranno restituiti ai legittimi proprietari.
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