Cassino, giovani e legalità: al “San Benedetto” il convegno sul disagio giovanile

Scuola e Università - Un auditorium gremito per una giornata di riflessione su fragilità, resilienza e inclusione: studenti a confronto con Don Luigi Merola e lo psicologo Stefano Callipo. L’iniziativa resa possibile grazie alla Dirigente scolastica dell'istituto Maria Venuti e alle docenti organizzatrici Giovanna Russo, Mercedes Galasso ed Elisabetta Paliotta

Cassino, giovani e legalità: al “San Benedetto” il convegno sul disagio giovanile
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 27-04-2026 12:37 - Tempo di lettura 3 minuti

Un momento di confronto intenso e partecipato quello che si è svolto venerdì scorso a Cassino, presso l’Auditorium dell’IIS “San Benedetto”, dove centinaia di studenti hanno preso parte al convegno dedicato al disagio giovanile. Un’iniziativa che ha posto al centro il valore delle scelte, la legalità e la necessità di accompagnare le nuove generazioni in un percorso di crescita consapevole.

L’evento è stato reso possibile grazie all’impegno della Dirigente scolastica, la dottoressa Maria Venuti, insieme alle docenti organizzatrici, la professoressa Giovanna Russo, la professoressa Mercedes Galasso e la professoressa Elisabetta Paliotta, che hanno promosso una giornata di riflessione sui temi della fragilità, della resilienza e dell’inclusione. 

L'incontro è stato inoltre impreziosito dall'accompagnamento musicale curato dal professor Ceccacci che, con grande maestria, ha contribuito a "colorare" ulteriormente la giornata.

Ad aprire i lavori è stato Don Luigi Merola, figura simbolo della lotta alla criminalità e da anni impegnato nel recupero dei giovani a rischio. Il suo intervento ha toccato corde profonde, partendo dall’esperienza personale maturata a Forcella, segnata dalla scelta di opporsi alla camorra dopo l’omicidio della giovane Annalisa Durante. Un racconto intenso, che ha portato i ragazzi a riflettere sul peso delle decisioni nella fase adolescenziale. 

“La scelta è il destino di ogni studente”, ha sottolineato, ricordando come anche il sacrificio personale, rappresentato dalla scorta che lo accompagna quotidianamente, sia il segno concreto di un impegno per la legalità. Don Merola ha inoltre illustrato il lavoro dell’associazione “’A Voce d’e Creature”, nata in un bene confiscato alla criminalità e trasformata in un luogo di educazione e rinascita. Un messaggio chiaro, quello rivolto ai giovani: nessun errore può segnare definitivamente una vita, se si ha la forza e il supporto per cambiare strada.

A seguire, l’intervento dello psicologo clinico Stefano Callipo ha spostato l’attenzione sul piano relazionale e psicologico. Il suo contributo ha messo in evidenza il delicato equilibrio tra scuola, famiglia e mondo giovanile, soffermandosi sui rischi legati all’uso eccessivo dei social media e delle nuove tecnologie.

In particolare, Callipo ha invitato i ragazzi a non sostituire il pensiero critico con strumenti digitali e a riscoprire il valore del contatto umano. Un messaggio reso ancora più incisivo da un esperimento pratico che ha coinvolto direttamente gli studenti: guardarsi negli occhi e tenersi per mano, riscoprendo l’empatia e la comunicazione autentica. Un momento che ha suscitato emozioni forti, con il noto psicologo che ha invitato i ragazzi ad aprirsi alle relazioni vere, reali e al dialogo, in particolar modo con gli adulti.

“Non abbiate paura di mostrare le vostre fragilità”, ha esortato, invitando i giovani a distinguere tra “ascoltare” e “sentire”, per contrastare fenomeni sempre più diffusi come bullismo e cyberbullismo.

Il convegno si è concluso con un vivace dibattito, durante il quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con i relatori, ponendo domande e condividendo riflessioni personali.

Una giornata che ha ribadito il ruolo centrale della scuola non solo come luogo di formazione, ma come spazio di crescita umana, capace di offrire strumenti concreti per affrontare le difficoltà e trasformare il disagio in un’opportunità. Un percorso reso possibile grazie alla sinergia tra dirigenza e corpo docente, che ancora una volta ha dimostrato come educare significhi, prima di tutto, costruire consapevolezza e futuro.

L.P.





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