Imprese, la Ciociaria rialza la testa: nel 2026 torna il segno più. È record di crescita nel Lazio

Economia - I dati Movimprese premiano la provincia di Frosinone con un saldo positivo di 19 aziende, bene le attività immobiliari e le attività professionali. Acampora: "Puntiamo su ZLS e Zona Franca". Angelilli e Maura: "Segnali di vitalità che ci rendono orgogliosi"

Imprese, la Ciociaria rialza la testa: nel 2026 torna il segno più. È record di crescita nel Lazio
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 23-04-2026 11:12 - Tempo di lettura 4 minuti

Non solo crisi industriali. Quella dello stabilimento Stellantis di Cassino c’è, si tocca con mano, e proprio in questi giorni il caso è diventato una vertenza di portata nazionale. Ma c’è vita in Ciociaria oltre il cancello di viale Umberto Agnelli: i dati Movimprese analizzati da Osserfare per quel che riguarda il primo trimestre del 2026 evidenziano infatti un ritorno al segno "più", così come era già accaduto sul finire dello scorso anno.

Dopo un triennio segnato da costanti contrazioni, la demografia imprenditoriale della provincia di Frosinone torna finalmente a respirare. I dati relativi ai primi tre mesi del 2026 evidenziano un saldo positivo di +19 imprese, un risultato di grande rilievo se confrontato con i pesanti passivi registrati nello stesso periodo del 2025 (-84), del 2024 (-165) e del 2023 (-122).

A sostenere questa inversione di tendenza è stata la tenuta delle iscrizioni (778 nuove imprese) a fronte di un deciso contenimento delle cessazioni, ferme a 759 unità. Lo stock complessivo delle imprese ciociare sale così a quota 47.164, di cui 38.686 risultano attive sul mercato. Nonostante l’incertezza del quadro internazionale, il tasso di crescita provinciale (+0,04%) segna un punto di rottura rispetto alla "mortalità" imprenditoriale degli anni passati, confermando la Ciociaria come un territorio capace di resistere e reagire. Insieme a Latina (+128), Frosinone contribuisce a trainare il bilancio dell'area vasta e del Lazio, che si conferma la regione più dinamica d'Italia in questa apertura d'anno.

In cima alla classifica del dinamismo della Ciociaria troviamo le attività immobiliari e le attività professionali, entrambe con un saldo positivo di +28 imprese. In particolare, le professioni scientifiche e tecniche segnano una variazione dello stock del +1,95%, dimostrando una vitalità superiore alla media. Tiene bene anche il settore delle costruzioni, che chiude il trimestre con un incremento di 27 unità, confermandosi un pilastro dello stock provinciale con oltre 7.200 imprese attive. Sorprende, seppur su piccoli numeri, il balzo della fornitura di energia, che registra la crescita percentuale più alta: +9,86%

Tuttavia, il quadro provinciale non è privo di ombre e mostra un'economia a due velocità: il commercio e l’agricoltura mostrano infatti un bilancio in rosso, con una crisi che nel Frusinate appare persino più accentuata rispetto ad altre aree della regione. È il segno di un cambiamento strutturale che sta ridisegnando l'identità produttiva della provincia, spostando l'asse verso le attività del terziario e i servizi alle imprese.

Il confronto con la vicina provincia di Latina offre poi ulteriori spunti di riflessione. Sebbene entrambi i territori condividano un trend di miglioramento, l'area pontina corre a ritmi più sostenuti, avendo aggiunto 128 unità al proprio stock di imprese contro le 94 dello scorso anno. Latina e Frosinone, pur con le loro diversità settoriali, marciano però unite verso un obiettivo comune: la crescita del Lazio.

 Insieme, le due province hanno prodotto un saldo positivo di 147 imprese nel primo trimestre del 2026, contribuendo in modo decisivo a spingere la nostra regione al primo posto in Italia per tasso di crescita. Con un incremento dello 0,42%, il Lazio ha infatti distaccato la media nazionale, ferma allo 0,17%, dimostrando come l'integrazione tra i sistemi produttivi del basso Lazio rappresenti oggi un pilastro fondamentale per l'intera economia del Centro-Italia.

Il Presidente della Camera di Commercio, Giovanni Acampora, sottolinea come “in questo momento storico eccezionale, occorrono scelte rapide: "La Camera - dice - intende puntare su nuove traiettorie di sviluppo e, tra le priorità, la più cruciale sarà mettere a sistema le opportunità offerte dalla Zona Logistica Semplificata e dalla Zona Franca Doganale. La sfida attuale - conclude il presidente - è quella di adattarsi a competere in un contesto in continua ridefinizione, trasformando la strategia industriale in azioni concrete, affinché le imprese possano farsi trovare pronte di fronte alle nuove cornici di sviluppo che potrebbero cambiare per sempre la storia economica dei nostri territori".

Gli fa eco la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione, Roberta Angelilli, che dice: "I dati diffusi da Movimprese sul primo trimestre 2026 confermano un segnale di vitalità del sistema imprenditoriale italiano che, pur in un contesto di incertezza, torna a registrare un saldo positivo. Un risultato non scontato, soprattutto in un periodo storicamente caratterizzato da un numero elevato di cessazioni".

Su tutti chiosa il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio Daniele Maura, vicepresidente Commissione Sviluppo e Attività produttive, Daniele Maura, che evidenzia: "Sapere che nel Lazio c’è stato un incremento di 2477 imprese è un dato che ci rende orgogliosi, ma come ha giustamente evidenziato il presidente Rocca ci mette di fronte ad una grande responsabilità, quella di consolidare e migliorare ulteriormente questi numeri, creando le condizioni per uno sviluppo duraturo e diffuso in grado di favorire sempre maggiori opportunità di investimento e occupazione. Il nostro impegno da questo punto di vista sarà massimo”.





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