Politica - Mentre la minoranza consiliare e il movimento "Jammi" di Polidoro denunciano l'isolamento del sindaco e i veti sulle provinciali, il gruppo PD serra i ranghi e punta sulla candidatura di Achille Migliorelli per il rilancio del territorio. Vizzacchero: "Non vogliamo avere dubbi circa il fatto che nella composizione degli organismi ci si discosti da principi di equità e rispetto delle diverse sensibilità"
Il congresso del Partito Democratico e le imminenti manovre per le elezioni provinciali hanno trasformato il clima politico di Cassino in una vera polveriera, delineando una profonda frattura tra il palazzo e le piazze. Da una parte si leva la dura requisitoria delle opposizioni, che leggono nei recenti movimenti interni al PD il segno di un declino amministrativo, mentre dall'altra la maggioranza tenta di serrare i ranghi attorno a una nuova prospettiva di unità provinciale.
L'opposizione consiliare, guidata da Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli, descrive un quadro di profonda crisi strutturale. Secondo i consiglieri, il cosiddetto "metodo Salera" sarebbe ormai giunto al capolinea, vittima di un approccio alla gestione del potere che privilegia l'ambizione personale rispetto alla crescita della comunità.
La denuncia si concentra sul presunto blocco delle candidature di esponenti locali alle elezioni provinciali, un atto interpretato come un segnale di arroganza che finisce per isolare il sindaco non solo dai suoi avversari, ma anche dai territori vicini e da istituzioni storiche come l'Abbazia di Montecassino. Per la minoranza, la mancanza di dialogo ha prodotto una classe dirigente debole e spaccata, privando i cittadini di una rappresentanza autorevole.
A rincarare la dose interviene Paola Polidoro per il movimento Jammi Cassino, spostando il piano del confronto su una critica ancora più diretta e sarcastica. La visione extraconsiliare mette in risalto il contrasto tra l'attivismo politico di Salera, fatto di strette di mano e accordi di potere, e le criticità quotidiane della città.
Secondo Polidoro, il tempo perso nei tentativi di posizionamento elettorale è stato sottratto alla risoluzione di problemi urgenti come il dissesto stradale, la gestione dei rifiuti e le sfide della Zes. L'accusa è chiara: il sindaco sarebbe più interessato a garantire il proprio futuro politico tra Frosinone e Roma che a onorare il mandato ricevuto dai cittadini, lasciando l'amministrazione in un clima di gelo paragonabile a una notte polare.
"Capiamo che per lui il suo futuro politico è una questione di vita o di morte. Ma le alternative sono poche o Piazza Gramsci, o la pisana o back to the Antridonati. Peccato, perché Salera, dall’alto del suo 60%, avrebbe potuto concludere gli anni del suo mandato in maniera differente, onorando la poltrona sulla quale già siede di diritto, come ci tiene a sottolineare in ogni occasione". conclude Polidoro.
In questo scenario turbolento, la maggioranza prova a fare scudo puntando sul rinnovamento del partito. Il capogruppo del PD, Fabio Vizzacchero, ha espresso soddisfazione per la candidatura di Achille Migliorelli alla segreteria provinciale, vedendo in lui la figura capace di incarnare una linea politica coerente e trasparente. Il gruppo consiliare dem si dice pronto a sostenere questo percorso unitario, pur sottolineando la necessità di vigilare affinché le promesse di equità e rispetto delle diverse sensibilità si trasformino in azioni concrete. Per la maggioranza, il congresso rappresenta lo strumento necessario per uscire da un lungo periodo di immobilismo e per dare risposte incisive a un territorio che sta affrontando una delicata crisi industriale ed economica.
"Non vogliamo avere dubbi circa il fatto che nella composizione degli organismi ci si discosti da principi di equità e rispetto delle diverse sensibilità, superfluo dire che lo spirito unitario che ha portato alla indicazione di Achille Migliorelli alla carica di segretario vada salvaguardato. Andremo al congresso con questo spirito, convinti che il rispetto della linea politica dataci non potrà che rafforzarlo", chiosa Vizzacchero. Insomma, mentre le opposizioni vedono nel fallimento del dialogo interno al PD il riflesso di un'amministrazione ormai isolata e autoreferenziale, il Partito Democratico di Cassino tenta di blindare la propria leadership rivendicando uno spirito di compattezza e una rinnovata spinta programmatica per il futuro della provincia.