Tav nelle campagne della Ciociaria, Rocca esulta: "Da Frosinone a Roma in 28 minuti"

Politica - I presidenti della Regione Lazio e della provincia di Frosinone, Francesco Rocca e Luca Di Stefano salutano con ottimismo quanto deciso oggi al Ministero in merito alla stazione Tav che sorgerà a Ferentino, mentre il Cassinate, vero territorio baricentrico tra la Capitale e Napoli, viene ancora una volta messo ai margini

Tav nelle campagne della Ciociaria, Rocca esulta: "Da Frosinone a Roma in 28 minuti"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 02-09-2025 15:06 - Tempo di lettura 2 minuti

La notizia è di quelle destinate a segnare la storia recente della provincia: la nuova fermata dell'Alta Velocità si farà, e sorgerà a Ferentino. Un annuncio che arriva direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), con un tavolo congiunto che ha visto seduti i massimi rappresentanti istituzionali e ferroviari.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parla di un "passo decisivo" e conia lo slogan "operazione 28 minuti", a indicare il tempo che i frusinati impiegheranno per raggiungere Roma. Un traguardo che segna una vittoria politica e strategica per il capoluogo e i comuni limitrofi, ma che, inevitabilmente, rischia di lasciare indietro una parte della provincia che si sentiva, e si sente, altrettanto centrale: il Cassinate.

I comunicati a firma dl presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e quello diramato dalla Provincia di Frosinone dal presidente Luca Di Stefano sono un tripudio di ottimismo. Si parla di un'opera "non più procrastinabile", un "volano macroeconomico" in grado di attrarre investimenti e migliorare la competitività dell'intero territorio. E in effetti, la scelta di Ferentino si innesta su una congiuntura economica favorevole, con investimenti massicci come quelli di Novo Nordisk ad Anagni.

L'entusiasmo è palpabile: i sindaci di Frosinone, Ferentino e Supino, insieme al presidente della Provincia Luca Di Stefano, si sono schierati compatti, riconoscendo nella TAV un "asset strategico" per lo sviluppo. Si guarda all'esperienza di Reggio Emilia TAV Mediopadana come a un modello virtuoso, in cui la stazione ha rilanciato export, turismo e mercato immobiliare.

Ma se il nord della Ciociaria esulta, nel sud della provincia si avverte un senso di amarezza. La posizione di Ferentino, a tutti gli effetti il punto più settentrionale tra le opzioni in campo, penalizza in modo evidente il Cassinate, un'area che si trova strategicamente a metà strada tra Roma e Napoli. Un territorio che per la sua storia e la sua posizione geografica, tra l'asse appenninico e la via del mare, si sarebbe sentito forse più che legittimato a ospitare un'infrastruttura così cruciale.

La sensazione è che si sia persa l'occasione di creare un polo veramente baricentrico, in grado di servire l'intero corridoio. La nuova fermata, infatti, inevitabilmente lascerà le zone più a sud della provincia a fare i conti con la linea tradizionale e con una mobilità che, rispetto a quella del futuro polo di Ferentino, sarà per forza di cose meno competitiva.

La paura è che questo squilibrio possa accentuare le differenze economiche e sociali, concentrando gli investimenti e le opportunità in un'unica area e lasciando le altre in una sorta di limbo.

L'operazione TAV, pur rappresentando un successo per la provincia nel suo insieme, potrebbe in definitiva dividere il territorio in due, creando una Ciociaria a due velocità: una che sfreccia verso il futuro, e un'altra che, pur trovandosi al centro del corridoio tra Roma e Napoli, rischia di rimanere ferma in banchina.





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