Opinioni - Dalla Regione a Cassino, da Frosinone a Formia, una storia di faide interne che mettono a rischio la stabilità politica. Il caso di Frosinone: il sindaco Mastrangeli tiene il punto e non esclude una candidatura in solitaria
Nel centrodestra pare ci sia un tarlo di quelli che silenziosi dall’interno scavano fino a far cadere le proprie amministrazioni per poi consegnare le città nelle mani della sinistra. Un tarlo che lavora in sintonia con quella spinta masochistica che nella mente di ogni singolo fa balenare l’idea di essere il migliore di tutti e quindi ne vale la pena far cadere un’ amministrazione.
Non si tratta di un caso isolato ma la storia è lunga e forse qualcosa rimedio andrebbe trovato. Per non andare troppo indietro negli anni, ricordo il caso Polverini che azzera una giunta regionale uscita vincente dalle elezioni. E poi le amministrative di Cassino del 2011 con un centrodestra diviso e la stessa Polverini che viene a fare campagna elettorale contro il centrodestra. E poi la caduta dell’amministrazione di centrodestra di Cassino per mano dello stesso partito di appartenenza del sindaco.
Le fibrillazioni di Alatri il caso Ceccano e le fibrillazioni ancora più recenti del Comune di Frosinone, le fibrillazioni nella Giunta regionale Rocca, offrono una casistica completa di come ci si può suicidare politicamente dando la responsabilità o all’invisibile tarlo o al masochismo che sembra diffondersi sempre di più.
E dopo aver fatto cadere l’amministrazione della seconda città della Ciociaria, adesso si tenta la strada di spingere alla caduta anche l’Amministrazione della prima città della Ciociaria. Non serve andare alla ricerca delle ragioni di ognuno, ammesso che tutti abbiano un minimo di ragione , alla fine il giudizio lo esprime l’elettore che punisce tutti, vedi cosa è successo a Cassino città notoriamente orientata verso il centrodestra.
La variante in tutto ciò è l’esperienza di chi guida l’amministrazione e sembra che il sindaco di Frosinone stia mettendo in campo tutto il suo lungo bagaglio di esperienza e di capacità. Mastrangeli tira diritto, ricorda a tutti che il sindaco eletto è lui, che esiste un programma elettorale votato dagli elettri e condiviso anche da chi oggi vuole marcare delle differenze; e per buona pace di chi costruiva castelli in aria sul presupposto che non sarebbe stato lui il candidato sindaco del futuro, ha precisato che intenderà ripresentarsi al giudizio degli elettori, possibilmente con il centrodestra, ma anche senza.
Le ipotesi per il futuro sono due: o Riccardo Mastrangeli sarà il candidato sindaco solitario, e può anche vincere da solo visto il protagonismo e l’esperienza che lo contraddistingue, o i partiti del centrodestra farebbero bene a cospargersi il capo di cenere e cercare di ricostruire un minimo di armonia per consentire di concludere nel migliore dei modi il mando elettorale e ripresentarsi compatti al giudizio elettorale. Tarlo che non si ferma in Ciociaria ma è ben presente in tutto il Lazio, adesso anche il Comune di Formia , sempre guidato dal centrodestra, vive una fase di fibrillazione.
Qualcuno sostiene che il centrodestra non sia una gabbia, verissimo, ma nemmeno può essere come un tram dove si sale e si scende a piacimento e secondo le convenienze, sarebbe necessario un codice comportamentale al quale tutti devono aderire per porre fine agli egoismi di ognuno. Ne va della credibilità della politica, mai scesa tanto in basso nella considerazione degli elettori.