Reno de Medici, concessi altri sei mesi di cassa integrazione

Economia - Ammortizzatori sociali fino al 20 maggio, ma la ripresa è molto difficile. Ecco tutte le prescrizioni imposte dalla Procura. Futuro incerto per gli operai, lunedì il caso sarà affrontato dalla Consulta dei sindaci

Reno de Medici,  concessi altri sei mesi di cassa integrazione
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 09-11-2023 18:29 - Tempo di lettura 3 minuti

l Ministero concede ulteriori sei mesi di cassa integrazione in deroga agli operai della Reno De Medici. Senza la deroga, dal 20 novembre i lavoratori sarebbero rimasti senza ammortizzatori sociali in quanto tra dieci giorni terminano i 12 mesi di cassa per ristrutturazione. Fino al 20 maggio, dunque, gli operai avranno una copertura economica, ma dopo l’incontro di ieri tra la società e le sigle sindacali, il bicchiere appare ancora mezzo vuoto.

 

I vertici aziendali della cartiera di Villa Santa Lucia hanno infatti confermato che il dissequestro non è tale. Cosa significa? Sono stati tolti i sigilli all’impianto, è vero, ma di fatto l’attività resta ancora bloccata. La Procura della Repubblica di Cassino ha infatti previsto una serie di restrizioni che la società dovrà rispettare ma che per i vertici di Rdm Group sono di fatto un ostacolo alla ripresa della produzione. Il vincolo più stringente è quello che riguarda il cosiddetto smaltimento dei fanghi, ovvero i rifiuti industriali. Le circa 30.000 tonnellate di rifiuti prodotti dallo stabilimento di Villa Santa Lucia secondo le prescrizioni della Procura dovrebbero essere portati fuori. Per l’azienda è pura utopia.

 

Una via d’uscita potrebbe arrivare dalla Regione: qualora dovessero essere rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie, si potrebbero superare le prescrizioni imposte dalla Procura: in questi mesi l’azienda lavorerà dunque per chiedere tutte le autorizzazioni necessarie e la speranza è quella di ottenerle per riprendere la produzione già in primavera, altrimento c’è il rischio che vadano in fumo centinaia e centinaia di posti di lavoro e la Reno De Medici cessi definitivamente la produzione.

 

I sigilli all’impianto, lo ricordiamo, erano scattati lo scorso 27 luglio, dopo che già nel 2022 la produzione era rimasta a lungo ferma, pertanto la vertenza Reno De Medici, è stata portata anche all’attenzione della Prefettura. Dopo l’appello lanciato dai sindacati, preoccupati per la possibile chiusura dello stabilimento ciociaro, il prefetto di Frosinone Ernesto Liguori lo scorso mese di ottobre ha convocato i segretari generali della Slc-Cgil, Filstel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl chimici e in quell’occasione il prefetto aveva rassicurato le sigle sindacali circa il suo interessamento anche per far ottenere gli ammortizzatori sociali necessari e lunedì del caso si occuperà anche la consulta dei sindaci.

 

Orazio Capraro, sindaco di Villa Santa Lucia, plaude all'iniziativa e spiega: “Una presa di posizione netta, decisa per evitare l’impoverimento totale di un territorio già fortemente minato dalla disoccupazione. Il Comune di Villa Santa Lucia è dalla parte degli operai della Reno de Medici e dello stabilimento Stellantis che in queste settimane sono oggetto di una serie di vicende che potrebbero segnare un percorso di declino per l’intero territorio. Presenzieremo al tavolo indetto dal sindaco di Cassino Enzo Salera e rivolto alla consulta dei sindaci”.





Articoli Correlati


cookie