Cassino alza la testa: il 20 marzo la città in piazza per difendere il lavoro e il futuro

Economia - Poche ore fa l'annuncio di un nuovo stop produttivo per lunedì, mentre esplode il caso politico alla Consulta con Ciacciarelli, Battisti e Fontana che replicano al sindaco Salera: "Mai stati invitati, non è verto che abbiamo disertato" La rabbia dei sindacati: "Cassino fa parte della Terra di Lavoro. Di terra ne abbiamo tanta, di lavoro ne è rimasto pochissimo".

Cassino alza la testa: il 20 marzo la città in piazza per difendere il lavoro e il futuro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 04-03-2026 15:47 - Tempo di lettura 3 minuti

Non c’è tregua per il sito produttivo di Piedimonte San Germano. Mentre la città e l’intero comprensorio scaldano i motori per la grande manifestazione del prossimo 20 marzo, una nuova doccia fredda arriva dal Comitato Esecutivo: Stellantis ha comunicato una fermata produttiva per il montaggio e i reparti collegati per lunedì 9 marzo.

È l’ennesimo tassello di un mosaico drammatico. In questo avvio di 2026, lo stabilimento ha lavorato appena 9 giorni. Un dato che fotografa una paralisi quasi totale, con l’indotto che soffre numeri ancora più neri. Quello che fino a ieri era un allarme, oggi è ufficialmente uno "stato di emergenza sociale".

L’annuncio è arrivato ieri durante l’Attivo Unitario di RSA e RSU presso l’Edra Palace Hotel. I sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm hanno parlato con una voce sola: il declino produttivo sta travolgendo tutto, dalle fabbriche alle famiglie, fino ai piccoli commercianti. "Chi non comprende l’impatto di questa situazione non ha piena consapevolezza della gravità del momento che stiamo vivendo", spiegano le Segreterie Territoriali.

La risposta sarà un grande corteo cittadino venerdì 20 marzo, proprio nei giorni che precedono i festeggiamenti per San Benedetto. La partenza è fissata alle ore 9:00 da piazza De Gasperi. Il serpentone attraverserà via Enrico De Nicola, piazza Diamare e il Corso della Repubblica, per culminare in piazza Diaz, dove sono attesi i leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil.

Se da un lato i sindaci del territorio hanno già garantito la loro presenza in prima linea con la fascia tricolore, resta aperta la ferita del dialogo con i rappresentanti regionali e nazionali. Durante la Consulta dei sindaci, l’unico presente è stato il consigliere regionale Daniele Maura (FdI).

Tuttavia, dopo le notizie circolate sulla "diserzione" degli altri eletti, con il sindaco Salera che ha detto ai nostri microfoni che tutti erano stati invitati, è arrivata la replica dei diretti interessati. L’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli (Lega), la consigliera regionale Sara Battisti (Pd) e la deputata M5S Ilaria Fontana hanno contattato la redazione di Leggocassino.it per chiarire la propria posizione spiegando che non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale o invito in merito alla Consulta, hanno appreso dell'incontro solo tramite gli organi di stampa. In particolare, Ciacciarelli spiega: "Io ero a Cassino per la conferenza dei Cross Country, sarei andato tranquillamente se mi avessero invitato". Gli fa eco Ilaria Fontana: "Ad ogni modo il 20 marzo ci saremo".

Alla mobilitazione si unisce con forza anche Cassino Popolare, che lancia un appello accorato a tutto il tessuto produttivo della città. Non è solo una questione di tute blu, ma di sopravvivenza economica locale. "Ogni posto di lavoro perso in fabbrica è un cliente in meno nei vostri negozi, un caffè in meno al bancone, una serranda che rischia di abbassarsi per sempre", scrive il movimento. L’invito rivolto a commercianti, artigiani e piccoli imprenditori è quello di scendere in strada il 20 marzo o, quantomeno, di esporre cartelli di solidarietà nelle vetrine. L’obiettivo è dimostrare che Cassino non è disposta a fare un solo passo indietro sul proprio futuro.

I leader territoriali dei sindacati non usano giri di parole per descrivere la crisi: Maurizio Stabile (Fismic), spiega: "Vogliamo portare alla luce la drammaticità che sta vivendo questo territorio". Gli fa eco Mirko Marsella (Fim-Cisl): "Sarà l’occasione per far conoscere a tutti la grave crisi degli operai". Andrea Di Traglia (Fiom-Cgil) aggiunge : "Dal 1972 a oggi, questo è il momento peggiore. Serve l'attenzione nazionale". Su tutti chiosa Gennaro D’Avino (Uilm): "Cassino fa parte della Terra di Lavoro. Di terra ne abbiamo tanta, di lavoro ne è rimasto pochissimo". Gerardo Minotti (Uglm) conclude : "Lanceremo un messaggio a Filosa: basta annunci, vogliamo lavorare". Il messaggio è chiaro: la "Terra di Lavoro" sta diventando terra di cassa integrazione. Il 20 marzo, Cassino cercherà di riprendersi il proprio futuro.





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