Cronaca - Dopo le prime verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco, la settimana prossima entreranno in azione i tecnici per determinare se lo stabile potrà tornare agibile e in quali tempistiche. Nel contempo vanno avanti senza sosta le indagini per ricostruire l'accaduto: al momento sembra essere esclusa l'ipotesi di un'azione dolosa
A dieci giorni esatti dal devastante incendio che ha colpito una palazzina in via Zamosch a Cassino a causa delle fiamme che si sono sviluppate nel negozio di motoricambi al piano terra dello stabile e che hanno distrutto completamente il negozio, si accende una prima luce di speranza per le 17 famiglie rimaste senza casa.
L'attesa è stata lunga, ma martedì 5 agosto, a due settimane esatte dall'accaduto, si terrà il primo, vero e proprio sopralluogo tecnico. Sarà un momento importante, in quanto in quell'occasione tutti i tecnici e i periti specializzati in strutture valuteranno le condizioni dell'immobile, per capire se e in che tempi potrà essere ripristinata l'agibilità.
L'iter per il dissequestro e la verifica dell'agibilità ad ogni modo non è semplice e da quel che trapela non sarà ultimata in tempi brevi. Sebbene lunedì mattina Vigili del Fuoco e Carabinieri abbiano già effettuato un primissimo sopralluogo visivo, e l'amministratore di condominio abbia presentato alla Procura della Repubblica di Cassino l'istanza di dissequestro, l'immobile rimane al momento inaccessibile per i condomini in quanto nessuna risposta in merito è giunta dal giudice che si sta occupando del caso e coordina le indagini, che vanno avanti senza sosta per provare a capire cosa è successo nel pomeriggio di martedì 22 luglio all'interno del negozio. Al momento sembra esclusa l'ipotesi di un incendio doloso, le cause sarebbero di natura accidentale ma i carabinieri continuano ad ascoltare i testimoni per ricostruire l'accaduto.
Tornando allo stabile e al futuro di tutti gli inquilini che da martedì pomeriggio hanno dovuto lasciare il palazzo di corsa, senza sapere se vi faranno mai ritorno, l'incontro del 5 agosto con tutte le parti in causa, rappresenta il primo passo concreto per ottenere delle risposte sul futuro della palazzina.
L'incendio, scoppiato dieci giorni fa, ha gettato nel dramma diverse famiglie, costrette a lasciare le proprie abitazioni da un momento all'altro. Da allora vivono una situazione di grande incertezza, in attesa di poter tornare nelle loro case il prima possibile. Una situazione che ha spinto il sindaco di Cassino, Enzo Salera, a scrivere una lettera al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e al prefetto di Frosinone, affinché si possa trovare una soluzione celere per queste persone.
Nel frattempo, la macchina della solidarietà si è messa in moto in città, sebbene con qualche intoppo. Una raccolta fondi spontanea aveva iniziato a circolare, ma non essendo stata richiesta ufficialmente da nessuno, le somme raccolte sono state restituite. Nonostante questo, la comunità resta vicina alle famiglie colpite, in attesa di capire come poter aiutare concretamente.
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