Attualità - Venti ragazzi con fragilità sociali e personali hanno vissuto una giornata speciale all’Abbazia, partecipando a un progetto che unisce fede e inclusione
Un Giubileo senza barriere: pellegrini fragili accolti a Montecassino dai ragazzi di Exodus. Venti ragazzi provenienti da comunità di accoglienza di tutta Italia, portatori di fragilità sociali e personali, hanno vissuto nei giorni scorsi una giornata speciale all’Abbazia di Montecassino.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “GIO – Giubileo, Inclusione, Opportunità”, promosso da Exodus insieme all’Abbazia e rappresenta una delle prime esperienze concrete di Giubileo inclusivo: un Giubileo che apre le porte non solo a chi è pellegrino per fede, ma anche a chi affronta barriere sociali, culturali e fisiche.
Ad accoglierli all’ingresso del monastero è stato l’Abate dom Luca Fallica. Poi, accompagnati da una guida, i ragazzi hanno intrapreso un percorso che li ha condotti dalla cella di San Benedetto fino al museo, immergendosi nella straordinaria ricchezza storica e spirituale custodita dall’abbazia. Lo stupore negli occhi era evidente: molti di loro non avevano mai avuto occasione di confrontarsi con un patrimonio tanto vasto di cultura e fede.
Il momento più intenso è stato la preghiera presso la tomba dei santi Benedetto e Scolastica, dove il motto dell’abbazia “Succisa virescit” – “distrutta risorge” – ha trovato un’eco speciale nelle vite dei giovani, anch’esse in cammino di ricostruzione. Emozionante anche l’incontro con don Giuseppe, che ha raccontato i primi legami tra Exodus e Montecassino alla fine degli anni ’80: giornate trascorse insieme tra i filari della vigna, i giardini, la biblioteca, le passeggiate verso l’Albaneta e le confessioni nate per caso ma capaci di cambiare la vita.
La giornata si è conclusa nel chiostro del Bramante con le parole dell’Abate: “Anche Benedetto - ha detto dom Luca Fallica - , quando arrivò a Montecassino, era in cammino – un cammino fisico e interiore, alla ricerca della propria dimensione spirituale. Così voi, lungo le tappe della vostra esperienza, camminate dentro di voi verso un progetto di vita degno del nostro essere figli di Dio”.
L’esperienza di Montecassino si inserisce nel solco tracciato dalla Chiesa per l’Anno Santo 2025, che ha messo al centro l’accessibilità universale. A Montecassino sono già attivi percorsi inclusivi con mappe tattili, segnaletica universale, QR-code accessibili, testi semplificati e strumenti per persone con disabilità visive, uditive e cognitive. Con il progetto GIO queste dotazioni saranno incrementate con l'obiettivo di permettere a ciascun pellegrino di vivere l’Anno
A Montecassino una declinazione concreta e originale: sei giovani ospiti della comunità Exodus di Cassino, al termine del loro percorso riabilitativo, svolgeranno un tirocinio di inclusione sociale all’interno del monastero. Riceveranno una formazione su accoglienza turistica e lingue, e si metteranno a disposizione di pellegrini e visitatori con disabilità motorie, sensoriali o altre forme di fragilità, accompagnandoli, spingendo carrozzine, guidando non vedenti, favorendo percorsi personalizzati di visita.
“Un Giubileo attento ai più fragili – sottolinea Luigi Maccaro, responsabile di Exodus – è un Giubileo che non tradisce la sua vocazione: essere anno della speranza. L’incontro tra la comunità monastica e i ragazzi di Exodus mostra come l’inclusione non sia un gesto di assistenza, ma un modo di vivere insieme la fede, la cultura e la memoria”. Montecassino, con la sua storia millenaria e la sua capacità di rinascere, diventa così simbolo di un Giubileo che è davvero di tutti e per tutti: pellegrini, turisti, persone con disabilità, giovani in cammino di riscatto.
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