Scontro infuocato a Cassino: la maggioranza abbandona l'aula, Consiglio interrotto

Politica - I nove consiglieri comunali di opposizione, all'unisono, bacchettano il comportamento del sindaco Salera e di tutta la maggioranza: "Un atto di prepotenza politica, hanno silenziato la democrazia per ritorsione dopo il 'giallo' del bilancio". La cronaca della giornata e le reazioni all'accaduto

Scontro infuocato a Cassino: la maggioranza abbandona l'aula, Consiglio interrotto
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 25-07-2025 10:35 - Tempo di lettura 3 minuti

A Cassino, l'ultima seduta del Consiglio Comunale prima della pausa estiva si è trasformata in una vera e propria resa dei conti politica, culminata con l'abbandono dell'aula da parte della maggioranza e l'interruzione dei lavori. Il primo segnale di una seduta difficile è arrivato durante la discussione sui debiti fuori bilancio. La polemica tra il sindaco Enzo Salera e il consigliere Francesco Evangelista è degenerata rapidamente, con scambi di accuse personali. La presidente del Consiglio, Barbara Di Rollo, ha dovuto spegnere i microfoni per riportare la calma. Nonostante la tensione, il punto è stato approvato con 15 voti favorevoli e 9 contrari. (CLICCA QUI E VEDI IL VIDEO)

Il vero "colpo di scena" è arrivato sul quarto punto all'ordine del giorno: la variazione di assestamento generale del bilancio 2025/2027. Il sindaco Salera ha illustrato le modifiche, annunciando il parere favorevole del collegio dei revisori dei conti. Ma il consigliere di minoranza Sebastianelli ha gelato l'aula con una domanda: "Può leggere il parere del collegio dei revisori dei conti?".

È emerso che il documento non era disponibile sul sistema i-cloud, impedendo all'opposizione di visionarlo. Nonostante la loro richiesta di rinviare la discussione, la seduta è stata sospesa per circa mezz'ora. Durante la pausa, il sindaco e il segretario generale hanno "ritrovato" una nota dei revisori che annunciava un precedente parere errato e allegava quello corretto, depositato in presidenza.

Il sindaco Salera ha minimizzato l'accaduto, definendolo un "tentativo di far slittare il consiglio per non votare l'assestamento di bilancio". L'opposizione, considerando la situazione una forzatura inaccettabile, ha abbandonato in blocco l'aula. Nonostante ciò, il punto è stato approvato con i 15 voti della sola maggioranza. 

Si è poi provveduto alla surroga del consigliere Franco Evangelista nella commissione toponomastica: con 5 voti è stato eletto Arturo Buongiovanni. Ecco che allora quando si è passati a discutere le sette mozioni presentate dall'opposizione, la maggioranza ha clamorosamente abbandonato l'aula in massa, facendo mancare il numero legale. Con soli 10 consiglieri presenti (contro i 13 necessari), la presidente Di Rollo ha dovuto interrompere il consiglio.

Questa mossa ha scatenato la reazione dell'opposizione. "I consiglieri di minoranza non avevano contezza del documento in questione," hanno dichiarato Petarcone, Incagnoli, Noury e Di Mambro. "C'era l'opportunità di affrontare tematiche importanti. Sette mozioni: le mozioni sono il sale della democrazia, tra cui anche quelle sulla sicurezza, in uno stato quasi di emergenza in cui ci troviamo. O sul turismo. Crediamo sia stata una ripicca politico-amministrativa per non aver votato l'assestamento di bilancio. Ma mancava un documento importante."

In seguito agli eventi, questa mattina l'intera opposizione ha diffuso una nota congiunta, esprimendo il proprio rammarico e condannando l'accaduto: "Il consiglio di ieri è terminato prima del tempo perché la maggioranza ha abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale.

Un episodio grave, perché i consiglieri di maggioranza hanno così impedito che venissero discussi ben sei punti all’ ordine del giorno relativi ad altrettante proposte avanzate dai gruppi di opposizione. Di fatto, l’opposizione è stata silenziata con un atto di forza, giuntò subito dopo la controversa approvazione dell’assestamento di bilancio nonostante la richiesta di rinvio coralmente avanzata dalla minoranza.

Avevamo richiesto il rinvio perché l'allegato parere del collegio dei revisori si esprimeva in tal senso, salvo poi ricevere un aggiornamento dell ultimo istante stranamente giunto dopo una lunga sospensione dei lavori, aggiornamento secondo cui quel parere sarebbe stato erroneamente allegato e non bisognava tenerne conto. Non potevamo accettare questa evidente forzatura, quindi non abbiamo partecipato al voto.

A quel punto, è scattata la ritorsione: la maggioranza ha abbandonato l'aula e ha impedito al consiglio di continuare i suoi lavori, ed in particolare ha impedito alle opposizioni di presentare e discutere proposte su temi importanti quali sicurezza e ordine pubblico, lavori pubblici e manutenzione, iniziative a sostegno del commercio e del turismo.

Un atto di prepotenza politica che rappresenta una brutta pagina per la democrazia cittadina, giunto in un momento in cui si riscontrano gravi criticità proprio negli ambiti di cui avremmo voluto discutere. Noi non ci piegheremo a questi metodi, e continueremo ad impegnarci affinché i cittadini ricevano le risposte che meritano. Lo faremo con la forza della ragione, che è di gran lunga più nobile della forza dei numeri su cui conta  brutalmente questa inefficiente maggioranza".





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