Economia - Il commissario Trequattrini smentisce la parcellizzazione dello stabilimento. Intanto il Lazio guida il vertice tra i territori dell'automotive per chiedere garanzie a Bruxelles e al Gruppo Stellantis prima del 21 maggio: l'orgoglio di Maura e Angelilli. I sindacati restano cauti: parlano Coppotelli e Di Traglia. La prossima settimana si decide sugli ammortizzatori sociali
La gestione della crisi automotive nel Lazio segna oggi un punto di svolta fondamentale, mettendo ufficialmente in sicurezza il sito Stellantis di Cassino contro ogni ipotesi di smantellamento o riconversione impropria. Nel corso dell'incontro odierno in Regione tra la vicepresidente Roberta Angelilli, l’assessore alle Politiche del Lavoro Alessandro Calvi e i leader sindacali di CGIL, CISL, UIL, UGL e Fismic, è emersa una volontà ferrea di proteggere la vocazione produttiva dell'area.
Un passaggio chiave è arrivato dal commissario del Consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, il quale, rispondendo a una domanda esplicita sulla possibile realizzazione di uno studentato, ha smentito seccamente l'ipotesi. Trequattrini ha chiarito che non ci sarà alcuno studentato e che lo stabilimento non sarà parcellizzato né ceduto per attività che non siano strettamente industriali, mettendo così a tacere le voci su possibili poli logistici leggeri o destinazioni d'uso diverse dalla produzione.
Sull'esito del tavolo è intervenuto con decisione Daniele Maura, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio, sottolineando come l’istituzione della Zona logistica semplificata sarà il motore per rilanciare la competitività locale attraverso agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche.
Secondo Maura, la Giunta Rocca sta agendo concretamente per sollecitare il piano industriale di Stellantis e sostenere l'innovazione sul territorio. Proprio su questo binario, la giornata di venerdì 10 aprile riveste un'importanza strategica: è infatti in programma un vertice tra la Regione Lazio e tutte le altre amministrazioni regionali italiane che ospitano stabilimenti del Gruppo. L'obiettivo comune è la stesura di un piano congiunto da presentare a Bruxelles la prossima settimana, puntando a ottenere misure di salvaguardia europee che proteggano l'intero comparto nazionale.
In vista del 21 maggio, data in cui il CEO Filosa presenterà ufficialmente il piano industriale, le Regioni sono pronte a lanciare un appello unitario alla proprietà. La richiesta è chiara: un impegno industriale proporzionato agli ingenti aiuti di Stato ricevuti negli anni. La vicepresidente Roberta Angelilli ha ribadito che "il Lazio è pronto a far sentire la propria voce insieme alle altre regioni per difendere gli investimenti, salvaguardare i posti di lavoro e, soprattutto, mantenere alta la produttività sul territorio".
Tuttavia, questo dinamismo istituzionale deve fare i conti con la realtà dei cancelli di Piedimonte San Germano, che restano chiusi. Lo stabilimento è infatti fermo dal 27 marzo e i motori torneranno a girare solo lunedì 13 aprile, una paralisi che continua ad alimentare le forti preoccupazioni dei sindacati.
Andrea Di Traglia, segretario provinciale della Fiom Cgil, descrive la situazione di Cassino come "un'emergenza nell'emergenza", chiedendo con forza "di attivare misure di integrazione al reddito per i lavoratori, i cui salari sono pesantemente colpiti dalla cassa integrazione e di unire tutte le vertenze anche dell'indotto in un unico tavolo".
Sulla stessa linea Enrico Coppotelli, segretario regionale della Cisl Lazio, che pur apprezzando il muro contro la parcellizzazione del sito, avverte che "il 2028 è un orizzonte troppo lontano per garantire la tenuta sociale". Per Coppotelli "è necessario trasformare quella di Stellantis nella più importante vertenza europea, dato che rappresenta la crisi aziendale più grave del Lazio". La pressione è destinata a crescere già dalla prossima settimana, quando si affronterà il delicato nodo degli ammortizzatori sociali: il 26 aprile scadranno quelli per Stellantis, mentre il 30 aprile termineranno quelli per l'indotto, con le aziende Trasnova, Logitech e Teknoservice che hanno già preannunciato pesanti tagli al personale.