Politica - La consigliera comunale della lista "Salera Sindaco" protagonista alla celebrazione dell’Eid al-Fitr: appello ai giovani, difesa della libertà religiosa sancita dalla Costituzione e invito a superare pregiudizi e ostilità verso la comunità islamica, in nome di una convivenza fondata su rispetto, inclusione e valori condivisi
Un messaggio di dialogo, inclusione e rispetto reciproco arriva dalla consigliera comunale di Cassino Mercedes Galasso, che ha preso parte alla cerimonia conclusiva del Ramadan, celebrata dalla comunità islamica cittadina in occasione dell’Eid al-Fitr.
“Venerdì 20 marzo ho avuto il piacere di partecipare, su invito della comunità islamica di Cassino, ai festeggiamenti per l’Eid al-Fitr”, racconta Galasso, sottolineando il valore di uno dei momenti più importanti per i fedeli musulmani, che segna la fine del digiuno del Ramadan. “Un percorso di preghiera conclusosi ufficialmente il 19 marzo, ma che ha trovato il suo culmine sociale nella mattina del 20”.
La consigliera ha portato, in apertura, il saluto istituzionale del sindaco e dell’intera amministrazione comunale, intervenendo in un clima che definisce di “profonda spiritualità”. Ma è soprattutto ai giovani che Galasso ha voluto rivolgere un messaggio diretto. “In un momento storico in cui molti territori d’origine sono segnati da conflitti – afferma – ho sentito il dovere di invitarli al dialogo. Sono le piccole azioni quotidiane a costruire i valori della pace e della fratellanza”.
Nel suo intervento, la consigliera ha evidenziato anche un forte parallelismo tra tradizioni religiose diverse. “Esiste un legame profondo tra la nostra Quaresima e il Ramadan – osserva – entrambi rappresentano percorsi di riflessione e trasformazione interiore”. Richiamando le parole del Papa, ha poi espresso l’auspicio che “le armi della guerra possano lasciare spazio a una pace del cuore, disarmata e disarmante”, sottolineando come per cristiani e musulmani questo sia un tempo di rinnovamento spirituale.
Non è mancata una riflessione critica sul contesto sociale locale. “Mi addolora – evidenzia Galasso – la frequente ostilità verso chi professa una religione diversa”. La consigliera richiama quindi il valore della Costituzione italiana, ricordando che “l’articolo 19 sancisce la libertà religiosa, garantendo a tutti il diritto di professare liberamente la propria fede”. Un principio che, secondo Galasso, deve tradursi in scelte concrete: “È significativo che questa comunità non disponga ancora di un luogo idoneo al culto e debba richiedere autorizzazioni per riunirsi, anche per celebrare una ricorrenza così importante”.
Da qui l’invito rivolto all’intera cittadinanza. “Serve maggiore benevolenza – afferma – perché spesso queste persone vengono accettate solo come forza lavoro nei settori più faticosi, mentre si resta chiusi rispetto alla loro identità”. Un paradosso che la consigliera definisce “inaccettabile”.
Infine, un richiamo ai valori autentici della convivenza civile e religiosa. “Essere cristiani – conclude Galasso – non significa solo rispettare formalmente i precetti, ma saper accogliere l’altro, indipendentemente dal colore della pelle o dal credo”. Un messaggio rivolto anche a chi alimenta tensioni sui social: “È facile diffondere odio dietro una tastiera, ma la vera sfida è costruire apertura e rispetto. Siamo tutti uguali e la nostra forza sta nella capacità di riconoscerci come fratelli”.
L.P.
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