Politica - L'esponente di Fratelli d'Italia critica il "dietrofront" di Carmine Di Mambro e per la nuova piazza Labriola lancia la proposta: "Coinvolgiamo l'Università e i migliori professionisti nazionali per un progetto che unisca e non divida"
"Sono rimasto dapprima sorpreso, poi stupito, da ultimo sconcertato nel leggere le ultime dichiarazioni dell’amico Carmine Di Mambro. Dal Consigliere che, con rara lungimiranza, aveva sostenuto per primo il progetto alternativo di Paola Polidoro non mi aspettavo una giravolta carpiata di bellezza pari alla lungimiranza. E devo confessare che sono molto dispiaciuto".
A parlare è Fabio Marino, esponente cassinate di Fratelli d'Italia, che argomenta: "Fermo restando che solo i cretini non cambiano mai idea, e che è ovviamente pieno diritto di chiunque (specialmente se Consigliere comunale) mutare opinione davanti all’evidenza e all’evoluzione dei fatti, mi sembra comunque stupefacente la rotazione a 180° di Di Mambro.
Non posso credere che 4 piante in più e mezzo grado (potenziale) di temperatura in meno siano causa di un parere improvvisamente appiattito sulle posizioni della sinistra maggioranza cassinate".
Prosegue Marino: "Se non conoscessi piuttosto bene il Consigliere indipendente di Centrodestra e magari fossi pure paranoico mi assalirebbe il sospetto di un rigurgito consociativo. Ma sono sicuro che così non è. Come sono sicuro che il Centrodestra, che aveva ritrovato sulla idea dell’Isola Verde Digitale una convergenza a lungo auspicata, continuerà ad approfondire il tema, creando magari un tavolo di confronto con la maggioranza di Enzo Salera: il neo-Consigliere provinciale saprà forse aprire le porte a una discussione senza preclusioni".
Incalza l'esponente di FdI: "E se Di Mambro e/o la maggioranza sono sicuri della bontà del progetto originale dell’arch. Bianchi (sul quale personalmente dissento profondamente, pur essendo pronto a convincermi davanti a fatti e prospettive concrete), allora mi permetto di lanciare un’idea.
Propongo - annuncia Marino - l’indizione di un concorso nazionale o internazionale aperto a ingegneri, architetti, geometri, urbanisti per realizzare un progetto sulla scorta delle principali idee emerse fin qui e nell’auspicato tavolo di confronto. E per integrare ancora di più la Città con la sua Università la giuria potrebbe essere composta anche da illustri membri dell’Università medesima attraverso un’apposita convenzione. Si vuole cambiare volto a Cassino? Siamo tutti d’accordo; ma lo si faccia con il confronto delle idee e tutti insieme, e non a colpi di maggioranza. O per simpatia consociativa".