Economia - Questa mattina l'annuncio di un nuovo slittamento per la ripresa delle attività produttive, intanto il Prc, con Luigi Di Pede, annuncia che il 20 marzo sarà presente al corteo di Cassino indetto dai sindacati con i lavoratori dell'ex Fiat e delle fabbriche dell'indotto
Non c’è pace per i cancelli di Stellantis. Con una mossa che alimenta ulteriormente l’incertezza e l’esasperazione dei lavoratori, il management ha comunicato l’ennesimo rinvio per la ripresa delle attività produttive. Quella che doveva essere una data di ripartenza certa si è trasformata in un nuovo slittamento cronologico, aggravando il clima di sfiducia che regna nello stabilimento e in tutto l’indotto.
Secondo quanto comunicato dal Comitato Esecutivo, la ripresa non avverrà più il 9 marzo, bensì secondo il seguente schema scaglionato: martedì 10 marzo: ripresa delle attività per i reparti di Lastratura e Verniciatura, mercoledì 11 marzo: rientro dei lavoratori del Montaggio. Questo rinvio a "rate" non fa che confermare la fragilità del momento e la mancanza di una stabilità operativa che i sindacati e i lavoratori chiedono da tempo.
Parallelamente alle notizie sui ritardi produttivi, cresce il fronte della mobilitazione per la manifestazione unitaria del 20 marzo. Tra le adesioni di peso spicca quella del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) - Federazione di Frosinone, che ha accolto con estrema soddisfazione la proclamazione dello sciopero.
In una nota durissima, il Segretario Provinciale Luigi Pede ha tracciato un quadro allarmante della situazione: "È da molto tempo che chiediamo una forte mobilitazione non solo politica, ma anche civile. Il management della multinazionale deve dare risposte serie a un territorio che vive da anni un declino inarrestabile."
Il PRC sottolinea come i dati del 2025 siano inequivocabili e descrivano un ridimensionamento drastico della produzione e dell'occupazione: 18.000 auto in meno prodotte nell'ultimo anno, una forte riduzione del personale che colpisce direttamente le famiglie del cassinate e del frusinate.
L'adesione di Rifondazione Comunista non è solo simbolica ma punta a rivendicare un serio piano industriale che possa difendere la dignità di un intero territorio. La giornata del 20 marzo si preannuncia dunque come un momento spartiacque: una protesta che unisce lavoratori Stellantis e quelli dell'indotto per gridare che la pazienza è esaurita.
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