Colle San Magno: il presidio medico finisce al museo, scoppia la polemica. "Pazienti al gelo"

Cassinate - Il trasferimento dell’ambulatorio dal vecchio studio ai locali del Museo della Memoria sta sollevando un’ondata di proteste. La consigliera di minoranza Manuela Spiriti: "Scelta impraticabile, cittadini penalizzati e anziani a rischio".

Colle San Magno: il presidio medico finisce al museo, scoppia la polemica. "Pazienti al gelo"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 26-02-2026 19:04 - Tempo di lettura 2 minuti

Quello che doveva essere un semplice spostamento logistico si sta trasformando in un vero e proprio caso politico e sociale a Colle San Magno. Al centro della bufera c'è il trasferimento del medico di base dai locali della biblioteca (il vecchio studio medico) a quelli del Museo della Memoria. Una decisione dell'amministrazione comunale che, stando alle testimonianze raccolte, starebbe creando disagi insostenibili per la popolazione.

Le critiche principali riguardano l'inadeguatezza della nuova sede. Secondo quanto riferito dalla consigliera di minoranza Manuela Spiriti, che si è fatta portavoce delle lamentele dei cittadini, la sala d’attesa del museo sarebbe estremamente fredda a causa di un sistema di riscaldamento insufficiente.

Una situazione critica che non risparmia nessuno: "Ci sono cittadini che si stanno addirittura ammalando per le condizioni di quella sala" denuncia Spiriti negli audio.

Oltre alle temperature polari, la nuova collocazione soffre di gravi carenze logistiche: la zona è difficilmente raggiungibile a piedi e scarseggia di parcheggi, creando un muro invisibile per gli anziani e le fasce più fragili; la rete internet all'interno del museo è debole, rendendo difficile per i medici persino l'operazione più quotidiana: l'emissione delle ricette elettroniche.

"Si tratta di una situazione particolare e poco praticabile," spiega la consigliera Spiriti, sottolineando come le proteste vadano avanti ormai da mesi. "In qualità di consigliera di minoranza, ho il dovere di rispondere ai cittadini e portare la questione all'attenzione pubblica".

L'auspicio è che le istituzioni locali intervengano con estrema rapidità per individuare una sede alternativa o migliorare drasticamente quella attuale. Il rischio, come sottolineato con amarezza dalla consigliera, è quello di "tornare indietro di 50 anni", perdendo un presidio sanitario fondamentale per la tenuta sociale di Colle San Magno.





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