Referendum giustizia, "Partecipiamo Cassino": "Riforma inaccettabile, ecco perché votare NO"

Politica - "Non interviene sull’organizzazione degli uffici giudiziari, non aumenta le risorse, non rafforza gli organici, non agisce sulle cause strutturali della lentezza dei processi" - la posizione del Gruppo Consiliare

Referendum giustizia, "Partecipiamo Cassino": "Riforma inaccettabile, ecco perché votare NO"
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 13-02-2026 15:42 - Tempo di lettura 3 minuti

Il Gruppo Consiliare "Partecipiamo Cassino", attraverso un comunicato, ha elencato tutte le ragioni per votare No al Referendum Costituzionale sulla Giustizia, in programma i prossimi 22 e 23 marzo.
Il gruppo di centro sinistra, capitanato dal capogruppo Andrea Vizzaccaro, ha spiegato che questa "è una riforma voluta dal solo Governo che, mortificando il ruolo del Parlamento, giunge al voto senza un confronto serio e approfondito in Parlamento".

"Questa modalità" - ha specificato il Gruppo - "costituisce un unicum nella storia delle revisioni costituzionali: mai una riforma della Costituzione era stata approvata con un uso così esteso del voto di fiducia, in contrasto con lo spirito dell’art. 138 della Costituzione e con il principio della centralità del Parlamento". Inoltre, la riforma interviene su numerose disposizioni costituzionali (artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107, 110). "Sentendo le varie dichiarazioni di molti politici, questa riforma appare pensata e ispirata più dalla volontà di colpire la magistratura che dall’obiettivo di migliorare il sistema della giustizia".

"Partecipiamo Cassino" ha poi estrapolato alcune dichiarazioni di esponenti della maggioranza, sostenitori del sì. In particolare, Antonio Tajani ha affermato che questo "era il grande sogno di Berlusconi, oggi si realizza: da lassù sarà soddisfatto". Sulla stessa linea di pensiero il ministro della giustizia Carlo Nordio, che ha specificato come "questa riforma non influisca sull’efficienza della giustizia, ma nessuno ha mai preteso che influisse sull’efficienza della giustizia". Mentre l'avvocato Giulia Buongiorn ha dichiarato: "Scusate, ma chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia?"

"Dichiarazioni che confermano la forte connotazione politica e simbolica della riforma, più che una reale finalità di interesse generale" - condanna il Gruppo Consiliare.
"Questa non è una riforma della giustizia, ma dell’assetto della magistratura" - specificano Vizzaccaro e i membri del Gruppo.
"Non interviene sull’organizzazione degli uffici giudiziari, non aumenta le risorse, non rafforza gli organici, non agisce sulle cause strutturali della lentezza dei processi. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è già in larga parte operante. Inoltre, la legge Cartabia consente un solo passaggio tra funzioni nell’arco della carriera, entro i primi dieci anni e con trasferimento di sede. La terzietà e l’imparzialità del giudice sono già una realtà nel sistema italiano. Nel 2024 circa il 59,1% dei processi penali di primo grado si è concluso con un’assoluzione, a conferma del ruolo di garanzia del giudice previsto dall’art. 111 della Costituzione". 

"Si deve votare No "perché questa riforma è un rischio per l’equilibrio costituzionale" - aggiungono.
"La separazione tra giudici e pubblici ministeri può aprire in futuro alla collocazione del pubblico ministero sotto il controllo dell’esecutivo, compromettendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sancite dall’art. 104 della Costituzione e l’obbligatorietà dell’azione penale prevista dall’art. 112."

"E per capire quanto questo sia un potenziale rischio bastano le seguenti affermazioni: Carlo Nordio: «Chi controlla la magistratura? Poiché non esiste un potere senza un controllo, è quello che noi cerchiamo di introdurre con la riforma costituzionale». Hanno in mente di modificare anche l’art. 101 della Costituzione che stabilisce che i giudici sono soggetti soltanto alla legge? Antonio Tajani ha inoltre prospettato l’ipotesi di sottrarre la polizia giudiziaria alla direzione funzionale dei pubblici ministeri. Hanno in mente di modificare anche anche l’art. 109 della Costituzione, secondo cui l’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria?"

Dunque, conclude "Partecipiamo Cassino", è corretto votare NO per i seguenti motivi: "perché questa è una riforma inaccettabile per il metodo in cui è stata imposta e fortemente discutibile nel merito. Perché questa non è la riforma della giustizia, ma la riforma della magistratura, non riduce i tempi dei processi né migliora i servizi per i cittadini. Perché la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è già in larga parte operante con la Legge Cartabia. Perché la terzietà e l’imparzialità del giudice sono già una realtà nel sistema italiano. Perché questa riforma incide sull’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato, mettendo a rischio lo Stato di diritto. Perché questa riforma pone le basi per un possibile assoggettamento futuro della magistratura alla politica". 





Articoli Correlati


cookie