Politica - Il sindaco passa alle contromisure contro la "pace dei cacicchi" per il congresso dei dem: veti incrociati e candidature in bilico per Barbara Di Rollo e Luca Fardelli
L’aria nel Palazzo Municipale di Cassino si è fatta pesantissima. Il sindaco Enzo Salera ha deciso di passare alle manovre forti, trasformando quella che era una tensione politica sotterranea in una vera e propria linea rossa invalicabile. Al centro della contesa non ci sono solo le poltrone, ma quello che il primo cittadino definisce, parlando con i suoi, un venir meno del rispetto personale e istituzionale da parte dei vertici provinciali del Partito Democratico. (LEGGI QUI: Congresso Pd Frosinone, la farsa è finita: la 'Pace dei Cacicchi' sulle macerie del lavoro).
La contromisura di Salera è drastica: il divieto assoluto di candidatura per i membri della sua maggioranza nelle liste del PD per le imminenti elezioni provinciali. Il messaggio recapitato ai suoi consiglieri è un ultimatum senza margini di trattativa: chi sceglie di correre con il simbolo del Partito Democratico si pone automaticamente fuori dalla maggioranza di governo cittadino. Una mossa che punta a blindare l'amministrazione e, allo stesso tempo, a lanciare un segnale di rottura totale verso i "cacicchi" del partito a livello provinciale.
Questo terremoto politico rischia di travolgere in primis la presidente del Consiglio Barbara Di Rollo che, nonostante il suo peso elettorale, appare come la figura più penalizzata da questo scontro frontale. La sua candidatura, data per certa fino a poco tempo fa, è ora appesa a un filo: sfidare il sindaco significherebbe rompere un equilibrio amministrativo consolidato, ma rinunciare vorrebbe dire subire un forte ridimensionamento politico.
Al momento, la Di Rollo ha scelto la strada del silenzio, non rilasciando dichiarazioni mentre valuta i rischi di una mossa che potrebbe costarle carissima.
Anche la posizione di Luca Fardelli è in bilico. Il consigliere, che attendeva un vertice decisivo con la consigliera regionale Sara Battisti per definire il suo posizionamento, vede ora sfumare le proprie ambizioni provinciali sotto il peso del veto di Salera. La sensazione è che il sindaco voglia trasformare Cassino in una "roccaforte" autonoma, stanco di logiche di partito che, a suo dire, calpestano la dignità della città e della sua amministrazione.
La frattura tra il Comune e la segreteria provinciale del PD sembra ormai insanabile, e le macerie di questo scontro potrebbero ridisegnare completamente i rapporti di forza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
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