Pagelle - Mario Abbruzzese, il vero Centrodestra di Cassino, si prepara al prossimo "giro di valzer" e già lavora alla candidatura di una giovane professionista. La "fascia comoda" di Gino Ranaldi non ruota e manda in tilt i colleghi assessori, mentre in maggioranza Jole Falese rompe i ranghi del Salera bis in vista delle provinciali. Il Pd intanto compie 18 anni, ma si comporta ancora come un bambino
L'eterno ritorno di Mario Abbruzzese, il tirocinio da sindaco di Ranaldi e la possibile fuga di Jole Falese. Il PD di Migliorelli e Fantini in un labirinto autoreferenziale.
Così come promesso quando abbiamo lanciato la nuova App di LeggoCassino, da quest'anno tornano le pagelle della domenica di LeggoCassino. Un piccolo 'antipasto' in vista delle pagelle del 2025 che andranno in pubblicazione il 31 dicembre.
Buona lettura
MARIO ABBRUZZESE
C'è chi lo vorrebbe in pensione e chi invece lo definisce "indispensabile", chiedondogli di mettere ancora a disposizione la sua esperienza per la città di Cassino. La verità è che Mario Abbruzze non è un semplice politico, è un modello gestionale. Mentre tutti discutono più o meno sul nulla, lui combina cene, tesse la tela e, non contento, pare sia pronto a lanciare per le prossime elezioni comunali di Cassino la candidatura di una giovane professionista, molto stimata in città. Abbruzzese non comanda il Centrodestra, è il Centrodestra. E chi lo vede come un peso farà i conti con lui. Ancora. Consiglio non richiesto: preparatevi al prossimo giro di valzer.
Voto 9 – Eternamente Mario. L’Immortale
GINO RANALDI
Mentre il Sindaco Salera è in vacanza studio oltreoceano, Ranaldi indossa la fascia come fosse un mantello. Vice non per caso, Sindaco per vocazione. Tra delegazioni palestinesi e giunte, trova il tempo di annunciare un "esercito" di 13 nuovi vigili in qualità di assessore alla Municipale. Ora, la delega da vice dovrebbe ruotare (Pontone, poi Tamburrini) ma Gino ha deciso che la fascia è troppo comoda. E nei corridoi del Municipio manda a dire ad alta voce, affiinchè il messaggio venga recepito, che senza rimescolamento delle deleghe, la sua delega da vice non si tocca, non vuole restare solo un 'semplice' assessore con le cosiddette "deleghe Alifuoco", in riferimento all'ex assessora alla Municipale. Pontone attende il giro di valzer, ma il tirocinio di Gino prosegue.
VOTO 8 - Vice con mirino sul 2029. Studia da sindaco (con profitto)
JOLE FALESE
La maggioranza granitica del Salera bis? È così solo in apparenza. Le fibrillazioni non mancano e la scossa non arriva da una vera opposizione, che abbaia ma non morde (“A Berluscò, ricordate de chi t'ha voluto bene”, recitava il celebre sketch di Corrado Guzzanti nei panni di Rutelli che Salera ora può far suo) ma dall'interno dei gruppi consiliari. Andrea Vizzaccaro, ad esempio, avrebbe il palato più fine a festeggiare la sconfitta interna di Barbara Di Rollo alle provinciali che non quella di un candidato del centrodestra, con i quali di questi tempi si intrattiene molto volentieri. E nella lista di "Partecipiamo" si aprono le prime crepe. Jole Falese, la nostra protagonista, è già con il cappotto in mano, pronta a saltare il fosso e a raggiungere quelle che vengono definite "le fedelissime" del Sindaco in un'altra lista , anche per essere libera di non sostenere Vizzaccaro alle prossime provinciali.
VOTO 5 - Fedele solo al sindaco, non a tutta la maggioranza


MIGLIORELLI E FANTINI
Diciotto anni compiuti lo scorso mese di ottobre: il Partito Democratico ormai è maggiorenne, ma non ha mai imparato a guidare. A livello provinciale, ad esempio, il Congresso si doveva celebrare nel 2024 ma slitta al 2026 a causa dei bisticci di coloro che si candidano a guidarlo. Mentre la Ciociaria affonda - qualità della vita all'85° posto, Stellantis a rischio chiusura, CIG a valanga - le due correnti locali cosa fanno? Discutono del futuro del lavoro, dell'istruzione, dei problemi reali del territorio? No. Su questo si limitano alle solite frasi di circostanza più scontate di voler bene alla mamma. Si dilungano invece su regole, ricorsi, controricorsi e, ovviamente, sul tesseramento. Insomma, tutte quelle cose che fanno venire voglia agli elettori di andare alle urne a flotte. Un capolavoro di autoreferenzialità.
VOTO 4 - Poi si lamentano che la gente non vota (e non li vota)
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