Cassino chiama Roma: fronte comune per ottenere la ZES. Salera: "Basta all'accerchiamento economico"

Politica - Seduta straordinaria con i big della politica: da Ottaviani a De Meo, tutti presenti. Salera illustra il dossier crisi spiegando che la Zls non basta. In aula commozione per le parole di In aula commozione per le parole del consigliere Di Mambro: "Un dovere morale restituire speranza a chi è emigrato, questo è un sogno per i nostri ragazzi, non un atto burocratico"

Cassino chiama Roma: fronte comune per ottenere la ZES. Salera: "Basta all'accerchiamento economico"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 29-11-2025 18:47 - Tempo di lettura 2 minuti

Un consiglio comunale straordinario, ma soprattutto un grido d'allarme unanime che dal Basso Lazio tenta di raggiungere i palazzi del potere romano ed europeo. Ieri l'aula di Piazza De Gasperi si è trasformata in un'agorà politica di alto profilo per discutere l'urgenza di estendere la ZES (Zona Economica Speciale) anche alle province di Frosinone e Latina.

Ad ascoltare la relazione del Sindaco Enzo Salera, un parterre d’eccezione che ha visto seduti fianco a fianco rappresentanti di diversi schieramenti, uniti dall'emergenza territoriale: l'onorevole Nicola Ottaviani, l'europarlamentare Salvatore De Meo, gli assessori regionali Pasquale Ciacciarelli e Giancarlo Righini, la consigliera regionale Sara Battisti e il vice presidente della Provincia Enrico Pittiglio, oltre a una nutrita rappresentanza dei sindaci della Consulta del Lazio Meridionale.

Il Sindaco ha aperto i lavori con una relazione puntuale e dura, denunciando l'ingiustificata esclusione del territorio dalla perimetrazione della ZES Unica, che dal 2025 potrà contare su 2,2 miliardi di euro. "Mentre Abruzzo, Campania, Molise e ora persino Marche e Umbria godono di sgravi fiscali e semplificazioni – ha tuonato Salera – noi subiamo un vero e proprio accerchiamento".

Il vulnus, secondo il primo cittadino, risiede nei parametri "alterati" dalla presenza di Roma Capitale, i cui dati economici alzano la media regionale nascondendo la profonda crisi del Cassinate e dell'indotto Stellantis. Salera ha ripercorso le tappe della mobilitazione: dalla lettera al Ministro Casellati alla missiva inviata alla Premier Giorgia Meloni. Proprio dalla Presidente del Consiglio è arrivata una risposta il 25 settembre scorso: pur confermando l'esclusione tecnica del Lazio, Meloni ha aperto a "soluzioni alternative" e semplificazioni per le aree di crisi complessa. "Ma la Zona Logistica Semplificata (ZLS) recentemente istituita non basta – ha ribadito Salera – non offre incentivi comparabili. Le nostre aziende non possono competere con chi, a soli 10 km da qui (come a Rocca d’Evandro), gode di vantaggi enormi".

Se la relazione del sindaco ha fornito i numeri della crisi, è stato l'intervento del consigliere comunale Carmine Di Mambro a toccare le corde emotive dell'assise, ricevendo un ampio consenso trasversale. Di Mambro ha scelto di accantonare i tecnicismi per parlare "con il cuore", portando al centro del dibattito il dramma dello spopolamento giovanile.

"La ZES non è solo una strategia economica – ha affermato Di Mambro con voce ferma – è un’opportunità concreta per dare ai nostri giovani un sogno. Il sogno di restare, o di tornare". Il consigliere ha condiviso un frammento personale che ha zittito l'aula: "Spero lo faccia un giorno mio figlio, che oggi è all'estero e mi ha confidato che la sua ambizione è investire di nuovo nella terra dove è nato. Ecco perché la politica non può e non deve rubare questo sogno ai ragazzi".

Il suo monito finale, "immaginare una terra che accompagna i giovani a tornare", ha spostato l'asse della discussione dalla mera fiscalità alla responsabilità morale verso le future generazioni, chiedendo alla politica azioni concrete per permettere alle imprese di restare e investire.

La palla ora passa ai rappresentanti sovracomunali presenti, chiamati a tradurre questo appello corale in emendamenti e provvedimenti concreti sui tavoli di Governo e Regione.


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