Cronaca - Cessata la misura Interdittiva per i professori. Il Tribunale del Riesame di Roma accoglie l'appello della Difesa: revocato il divieto di esercitare la funzione pubblica, i docenti possono tornare ad insegnare dopo la revoca dei domiciliari. Tutti i dettagli
Si chiude un altro capitolo significativo dell'inchiesta giudiziaria denominata "Luna Viola" che, sin dal gennaio 2025, ha scosso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale riguardo a presunte irregolarità nei concorsi per il TFA Sostegno. Il Tribunale del Riesame di Roma, in accoglimento di un appello difensivo, ha infatti ordinato la cessazione immediata della misura interdittiva dai pubblici uffici nei confronti dei docenti Giovanni Arduini e Diletta Chiusaroli.
Marito e moglie, i due professori indagati per gravi reati tra cui partecipazione ad associazione per delinquere e corruzione per atti contrari al dovere d'ufficio, potranno quindi tornare a svolgere le loro mansioni all'interno del Campus della Folcara.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Cassino, aveva ipotizzato l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per agevolare l'accesso al corso di specializzazione per l'anno accademico 2022/2023. Secondo le accuse, i candidati avrebbero versato somme che si aggiravano sui 15.000 euro per ottenere un trattamento di favore e i quesiti in anticipo, grazie al ruolo chiave ricoperto dai due docenti: Arduini come presidente delle commissioni giudicatrici e Chiusaroli come componente delle medesime.
A gennaio 2025, l'inchiesta aveva portato all'esecuzione di misure cautelari, compresi gli arresti domiciliari per Arduini e Chiusaroli, oltre che per Giancarlo Baglione, titolare di un centro di formazione, e per Massimiliano Mignanelli, responsabile delle Risorse Umane dell'Unicas. Ma le sorti degli indagati avevano cominciato a mutare già nei mesi successivi.
Il primo passo verso la piena libertà risale alla primavera/estate scorsa, quando a tutti gli arrestati indagati, compresi Arduini e Chiusaroli, furono revocati i domiciliari. Arduini aveva avanzato una richiesta di revoca della successiva misura interdittiva, per il venir meno del pericolo di inquinamento probatorio e per l'attenuarsi delle esigenze cautelari. Il GIP di Cassino, tuttavia, aveva inizialmente respinto questa richiesta il 19 giugno 2025, ritenendo che le esigenze cautelari persistessero.
Il colpo di scena è arrivato con l'appello presentato dalla Difesa di Arduini al Tribunale Ordinario di Roma, Sezione XI. Nell'ordinanza pronunciata il 21 ottobre 2025, il Tribunale ha dato ragione al ricorso, accogliendolo nei termini che seguono: il Tribunale ha rilevato che il termine per le indagini è decorso e, analogamente a quanto già stabilito per il coindagato Baglione, non esistono più ragioni concrete di pressione sui testi o nascondimento delle prove e inoltre ha ritenuto che la misura avesse già avuto un'efficacia dissuasiva e che per il "residuo periodo, essa sia inutilmente posta". In particolare, l'intervenuto avvio delle attività di insegnamento per l'anno accademico in corso ha giocato un ruolo cruciale, rendendo improbabile un loro reinserimento che potesse coincidere con la fine della fase cautelare.
In virtù di queste valutazioni, il Tribunale ha accolto il ricorso e disposto la cessazione della misura interdittiva applicata al professor Arduini, estendendola implicitamente anche a Chiusaroli. Questa decisione, che in un certo senso rafforza il precedente provvedimento di dissequestro di somme di denaro a favore dei due indagati, permette ora ai docenti, già liberati dagli arresti domiciliari, di rientrare in servizio.
Sebbene difficilmente torneranno a far parte della commissione esaminatrice del TFA, Arduini e Chiusaroli riacquistano la piena possibilità di esercitare la loro funzione di docenza all'interno dell’Unicas. Già da lunedì della prossima settimana.
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