Politica - Querelato dal primo cittadino di Cassino Enzo Salera per minacce, l'esponente dell'opposizione smentisce di aver presentato una contro-denuncia ma sposta l'attenzione sul rispetto della privacy dei consiglieri nella registrazione video del Consiglio Comunale: "Bisogna valutare se il metodo di registrazione è conforme alla legge, valuterà la Magistratura. Quel che è certo è che abbiamo oggi un sindaco diverso dagli altri"
La burrascosa seduta del Consiglio Comunale di Cassino dello scorso 8 settembre, nota per il clamoroso "fuorionda", ha ufficialmente superato i confini dell'aula per approdare tra le carte della Procura.
A spingere la vicenda in Tribunale è stata la querela presentata dal Sindaco Enzo Salera nei confronti del consigliere di opposizione Giuseppe Sebastianelli, accusato di minacce per quelle frasi intercettate da un microfono rimasto acceso durante una sospensione. (LEGGI QUI: Cassino, il "fuorionda" in Consiglio finisce in Tribunale: Salera denuncia Sebastianelli)
Eppure, nonostante l'atto formale del primo cittadino, Sebastianelli appare tutt'altro che scosso. Le sue dichiarazioni, infatti, tradiscono una calma determinazione, quasi a voler spostare il focus dalla sua reazione – in precedenza giustificata con presunte offese familiari – al corretto svolgimento delle procedure.
"Sono tranquillissimo", ha affermato Sebastianelli in merito alla querela. L'esponente di opposizione, pur essendo a conoscenza della mossa di Salera, non ha voluto rispondere all'attacco in maniera speculare: ha smentito categoricamente di aver presentato un proprio esposto o una contro-denuncia, lasciando che siano i suoi legali a prendere le decisioni del caso. La palla, insomma, è passata ai tecnici: "Sarà la magistratura a controllare" e a stabilire se in Consiglio "sono stato offeso" o se "ho offeso qualcheduno".
Ma la linea difensiva di Sebastianelli non si ferma qui. Il consigliere ha infatti sollevato un quesito importante e chiede l'accertamento della legalità. Sebastianelli ha messo in discussione se la registrazione e l'uso del video del Consiglio Comunale, che ha catturato il suo "fuorionda" involontario, sia "conforme alla legge" e se rispetti la "privacy dei consiglieri comunali".
Al di là degli aspetti legali, traspare l'amarezza per come si è evoluta la dialettica politica. Sebastianelli ha confessato di aver sempre pensato che, "terminato il Consiglio Comunale, termina anche la discussione". Una consuetudine che, a suo dire, sarebbe stata interrotta, in quanto "c'è un sindaco diverso dagli altri".
Ora, l'obiettivo dichiarato del consigliere è uno solo: la verità. "Io cerco sempre la verità", ha sottolineato. Una verità che è dovuta anche alla città, la quale "deve sapere se se ho sbagliato io, ed è giusto che che mi assuma la responsabilità di un eventuale errore". Ma se l'errore non c'è stato, ha specificato, spetterà alla magistratura attestare se è stato "oggetto di mancanza di rispetto".
La controversia, nata in un momento di "passione" politica, è dunque ora al vaglio della Procura di Cassino, che dovrà stabilire se le parole dell'esponente di opposizione integrino la fattispecie di reato. Fino ad allora, Sebastianelli si mantiene saldo, convinto che la legalità e la verità prevarranno.
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