Pontecorvo - L’ex presidente di Agorà invita a costruire un nuovo modello di comunità fondato sulla collaborazione tra cittadini e istituzioni. “La partecipazione – afferma – non può restare privilegio di pochi ma deve diventare un metodo stabile di governo, capace di trasformare l’impegno civico in una forza collettiva per la crescita e la tutela della città”
“Custodire insieme la città” significa, per Davide Luzzi, restituire ai cittadini un ruolo centrale nella vita pubblica e nel governo del territorio. L’ex presidente di Agorà, tra i promotori del Regolamento dei Beni Comuni a Pontecorvo, torna a parlare di partecipazione come “la forma più alta di cittadinanza” e invita le istituzioni a riconoscere e valorizzare chi ogni giorno si impegna per migliorare la propria comunità.
In qualità di presidente di Agorà, Luzzi ricorda di aver avuto “l’onore e la responsabilità di essere tra i promotori di quella stagione che, per la prima volta, portò in sede istituzionale una discussione seria e strutturata su questi temi”. Fu in quel periodo, spiega, che vennero poste le basi per l’introduzione del Regolamento dei Beni Comuni nello statuto comunale: “Un atto non solo amministrativo, ma culturale e politico, che riconosceva ai cittadini un ruolo attivo nella cura del territorio e nella gestione condivisa dei suoi spazi”.
Proprio per questo, Luzzi accoglie con soddisfazione l’invito di Animafamily APS a rilanciare percorsi di partecipazione e a sostenere le iniziative di cittadinanza attiva. “Il mio plauso – afferma – va all’associazione che ha saputo dare continuità e concretezza a quella visione, nonostante le difficoltà. La loro azione sul campo, dalla rigenerazione di aree abbandonate al rinnovo dei Patti di Collaborazione, dimostra che la partecipazione non è una teoria, ma una pratica possibile quando c’è spirito di servizio e senso di comunità”.
Oggi, aggiunge, “quell’impegno civico deve essere rilanciato e sostenuto. Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere il valore dei cittadini che si prendono cura della città e di accompagnarli con strumenti, risorse e fiducia. La cittadinanza attiva non può restare confinata nell’entusiasmo di pochi: deve diventare metodo di governo, linguaggio politico, cultura amministrativa”.
Secondo Luzzi, il fermento che oggi si respira nei quartieri, nelle contrade e nei comitati spontanei rappresenta “un segnale importante”. Sempre più persone, infatti, “scelgono di partecipare, di proporre, di intervenire direttamente per migliorare il proprio contesto di vita. È un gesto semplice ma potentissimo, che parla la lingua dell’amore e della cura: l’amore per la propria terra, per la propria comunità, per il futuro dei propri figli”.
Da qui, l’appello rivolto a tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni amministrative: “La partecipazione non va soltanto elogiata, va costruita. La prossima amministrazione dovrà impegnarsi a creare spazi reali di confronto, strumenti permanenti di ascolto e processi di co-decisione, affinché i cittadini non siano spettatori ma protagonisti della vita pubblica”.
“Solo così – conclude Luzzi – Pontecorvo potrà davvero crescere come una comunità aperta, consapevole e solidale, dove la politica non teme la voce dei cittadini, ma la accoglie come la forma più autentica di amore verso la città".
L.P.
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