Scuola e Università - Un’emozione unica per gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Sant’Elia Fiumerapido
Un evento davvero speciale ha reso indimenticabile questo inizio d’anno scolastico per gli studenti delle scuole medie di Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda: è arrivata, direttamente da Londra, la risposta di Re Carlo III d’Inghilterra alla lettera che i ragazzi avevano inviato nei mesi scorsi, coordinati dalla professoressa di Inglese Pina Mauriello già ideatrice di un inedito stage a Malta per i piccoli delle medie di Sant’Elia e dalla docente di storia Angioletta Coletta.
Nella loro missiva, scritta interamente in inglese, i ragazzi hanno presentato le proprie scuole e i paesi di appartenenza, piccoli ma ricchi di storia e tradizioni (Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda).
Gli studenti hanno inoltre hanno ricordato figure importanti legate alla storia locale, come Angelo Santilli, patriota risorgimentale cui è intitolata la scuola, e Vincenzo Pomella, protagonista delle spedizioni polari di Umberto Nobile.
Con grande stupore da parte dei ragazzi, è arrivata la risposta ufficiale da Buckingham Palace. Inequivocabili i timbri e i simboli sulla busta, recanti i sigilli della Royal Mail, le poste più antiche del mondo con una storia di cinque secoli.
All’interno della busta, la lettera firmata dal Capo della Corrispondenza Reale inglese, che ha ringraziato gli studenti per la loro splendida lettera e per la cura dedicata ai disegni allegati, definiti “artwork”, vere e proprie “opere d’arte”, “molto apprezzati” da Re Carlo.
In particolare, il Sovrano si è detto commosso nel leggere la descrizione delle scuole e riconoscente per la cura con cui gli alunni hanno realizzato i loro elaborati.
“Mi ha colpito - ha sottolineato il dirigente scolastico Nazario Malandrino - che i ragazzi abbiano evocato un legame dimenticato: il riferimento al rapporto fra i loro territori e la memoria dei soldati caduti nella battaglia di Montecassino, un punto di unione profondo tra le due nazioni. Forse non sarà tutto merito dei nostri ragazzi, ma di certo quando il Re è venuto in Italia si è presentato alle Camere riunite e, parlando anche in italiano (cosa rarissima per un anglofono, di qualunque sangue), ha reso omaggio alla Resistenza al nazifascismo e ha celebrato la figura di Giovanni Falcone come simbolo dell’antimafia. E ha fatto tutto questo con un aplomb e un’eleganza impeccabili, persino con umiltà e ironia (‘Spero di non stare rovinando la lingua di Dante così tanto da non essere più invitato in Italia’). In un mondo che troppo spesso comunica con urla e insulti, un segno di garbo e di attenzione come questo ha un valore educativo enorme”.
“La risposta di Re Carlo III – conclude il preside Malandrino -non è solo un episodio curioso, ma un vero segno di vicinanza culturale che resterà nella memoria degli alunni. Un riconoscimento che premia il loro impegno nello studio della lingua inglese e la capacità di valorizzare la propria identità locale, aprendosi al mondo con rispetto e curiosità”.
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