Cronaca - Dopo il vile atto incendiario che ha colpito l'auto della sostituta procuratrice Francesca Fresch, oggi a Cassino è giunto il del Dott. Pietro Gaeta, Procuratore Generale della Corte di Cassazione: "Nessuno osi mai pensare che un magistrato possa essere lasciato solo o che lo si possa indurre a desistere dai suoi doveri"
Un messaggio di fermezza e solidarietà istituzionale senza precedenti è giunto oggi a Cassino con la visita del Dott. Pietro Gaeta, Procuratore Generale della Corte di Cassazione. La sua presenza in città, motivata dal recente vile atto incendiario che ha colpito l'auto della sostituta procuratrice Francesca Fresch, ha trasformato questo momento in una chiara e forte riaffermazione del potere incontrastabile dello Stato di fronte alla criminalità.
Il Dott. Gaeta ha scandito con determinazione le due ragioni fondamentali del suo viaggio. "Sono venuto qua, fondamentalmente per due ragioni," ha dichiarato. "La prima è ringraziare i miei colleghi per il lavoro che fanno ed è un ringraziamento che porto anche a nome del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. La seconda ragione - ha proseguito il Procuratore Generale - è stata la testimonianza della sua vicinanza personale e dell'ufficio della Procura Generale della Corte di Cassazione alla collega Francesca Fresch, ai procuratori e a tutti i colleghi del Tribunale di Cassino, a partire dal suo presidente. Parole che hanno voluto marcare la sincerità di un supporto che va ben oltre il formalismo.
Il Procuratore Generale ha voluto lanciare un messaggio inequivocabile: "Vorrei che la collega in nessun momento provasse un sentimento di sgomento e solitudine, e che mai possa avere timore o paura di affrontare la sua quotidianità professionale in procura". La sua voce si è poi alzata con decisione: "Ma voglio soprattutto render chiaro che nessuna forza criminale, singola o associata, possa mai immaginare di intimidire le istituzioni dello Stato, e in particolare la magistratura che si oppone con lo strumento del diritto al crimine stesso".
Un appello potente alla coesione ha attraversato l'intero discorso: "Nessuno osi mai pensare che un magistrato possa mai essere lasciato solo o che lo si possa indurre a desistere dai suoi doveri, dal suo impegno, incendiandogli una macchina o ricorrendo a forme di intimidazione anche più serie.
Rivolgendosi direttamente a chi ha commesso l'atto intimidatorio, il Procuratore Generale ha concluso con una dichiarazione perentoria: "Voglio dire a chi ha incendiato l'auto di Francesca Fresch che dietro la macchina incendiata troverà sempre il muro della legalità, ancora più compatto di prima, ancora più coeso, ancora più insormontabile, senza alcuna crepa, senza alcun cedimento". Ha richiamato le parole del Presidente della Repubblica, "nostra insostituibile, preziosa stella polare," in occasione del saluto ai nuovi magistrati al Quirinale: "Rigore morale ed elevata professionalità costituiscono la necessaria dotazione del magistrato per operare al meglio della giurisdizione."
Gaeta ha concluso con la certezza che queste doti sono in possesso di tutti i magistrati di questa "terra di frontiera" che è Cassino. La visita del Dott. Gaeta non è stata solo una dimostrazione di vicinanza, ma un vero e proprio manifesto di resistenza istituzionale, un monito inequivocabile che lo Stato è unito e intransigente nella difesa della giustizia e dei suoi operatori.
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