Opinioni - Mentre il Pontefice invita a "disarmare le parole", una richiesta di proroga delle indagini sul primo cittadino di Cassino scuote la politica locale. Salera ribatte ai detrattori: "Odiatori seriali la cui unica ragione di vita è dare sfogo alle proprie frustrazioni". E la Giunta autorizza a sporgere querela. Il Pd fa quadrato: "Avanti, Enzo!"
Papa Leone XIV, con quella sua dolce fermezza, ci ricorda la necessità di "disarmare le parole". Un appello accorato, un invito alla mitezza nel dibattito pubblico. Parole sante, verrebbe da dire. Ma il tempismo, a volte, è beffardo. Perché mentre il Pontefice tuona dal Vaticano, all'ombra della millenaria abbazia di Montecassino, si scatena il putiferio.
A 48 ore da un Consiglio comunale, ecco che arriva la notizia da giorni tanto momorata. Un'indagine. Che coinvolge il sindaco Enzo Salera. E non solo lui, pare. Un terremoto giudiziario, con tanto di proroga delle indagini preliminari firmata il 31 marzo, sembrerebbe. Corruzione, associazione a delinquere, false attestazioni. Diversi capi d'accusa che, per ora, restano ombre lunghe, sussurri di corridoio, indiscrezioni. Perché, di cosa si indaga realmente, non lo sa nessuno. O quasi.
E qui si palesa l'ipocrisia di certi meccanismi. Da un lato, il Papa ci chiede di "disarmare le parole", di evitare "parole aggressive" e di non sposare "il modello della competizione". Dall'altro, c'è chi, a Cassino e dintorni, non vede l'ora di gettare benzina sul fuoco. Addirittura spuntano anonime pagine Facebook che si vantano di aver fatto partire le indagini.
E il tempismo? Non un dettaglio. La bomba viene sganciata a ridosso del Consiglio comunale in programma giovedì. I commensali si preparano a tornare nell'antica Osteria Di Biasio.
Il sindaco Salera, dal canto suo, reagisce con la calma di chi è abituato alle tempeste. "Non è la prima volta che sono sottoposto ad indagini... e probabilmente non sarà neanche l'ultima", dice. Rivendica la sua "massima trasparenza" e il "rispetto delle regole". E, soprattutto, denuncia "lo squallore di certi attacchi mediatici provenienti da odiatori seriali la cui unica ragione di vita è dare sfogo alle proprie frustrazioni godendo delle disgrazie altrui". Il Partito Democratico locale, intanto, si è stretto attorno al suo sindaco. "Forza Sindaco", dice Sara Battisti. "Avanti sempre con onestà e trasparenza", fa eco Francesco De Angelis.
E mentre le indagini proseguono, la Giunta comunale ha approvato oggi pomeriggio una delibera che autorizza il sindaco a proporre querela per diffamazione a mezzo Internet nei confronti di ignoti. L'amministrazione ha autorizzato l’individuazione di un avvocato di fiducia cui verrà rilasciato specifico mandato “ad litem”, con ampia facoltà al medesimo di agire per la tutela dei diritti e degli interessi del Comune. È stato demandato al Segretario generale, dirigente ad interim dell’area amministrativa, di individuare il legale. Sul merito della questione, il Sindaco ribadisce la sua fiducia nei magistrati e la sua estraneità ai fatti, al momento coperti da segreto istruttorio, come già dichiarato pubblicamente.
Resta da capire, ora, chi ha ragione. Se le accuse hanno un fondamento solido, o se si tratta dell'ennesima bolla di sapone. Lo dirà la magistratura. Con i suoi tempi. Che non sono mai quelli dei social. E, soprattutto, non dovrebbero essere quelli di chi, in questo momento, sta solo cercando di fare i propri comodi. Sulla pelle degli altri.
Impossibile parlare del merito della questione, che non si conosce. E che magari sarà gravissima, ma che è coperta da segreto istruttorio. Violato, in barba alla deontologia professionale. Ecco perchè forse, il miglior modo per 'disarmare le parole' sarebbe, in questo momento, un silenzio rispettoso. Silenzio nei confronti del lavoro della magistratura, silenzio nei confronti di una verità che ancora non conosciamo. Un silenzio che non è omertà, ma consapevolezza che le parole, quando sono usate male, possono ferire più di qualsiasi arma.
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