Conclave nel segno di Francesco: l'appello a una Chiesa di fraternità e ponti

Opinioni - L'ex abate di Montecassino Dom Donato Ogliari parlando dall'Aula nuova del Sinodo esorta i cardinali a un'elezione ispirata dallo Spirito e dai valori del dialogo e dell'incontro

Conclave nel segno di Francesco: l'appello a una Chiesa di fraternità e ponti
di autore Angelo Franchitto - Pubblicato: 30-04-2025 12:55 - Tempo di lettura 2 minuti

I cardinali, ancora riuniti in vista dell'inizio del Conclave, prevista il 7 maggio, per elezione del Successore di Francesco, hanno ricevuto l'esortazione di dom Donato Ogliari, a porre al centro delle riflessioni Cristo.

L'abate benedettino di San Paolo fuori le mura, ed ex abate di Montecassino, ha esortato i cardinali elettori a pensare a una Chiesa che sia aperta alla fraternità e al dialogo. Ma anche che gli uomini di Chiesa operino per il bene del mondo e per la pace.

Un pensiero per il quale il Conclave non dev'essere quel luogo chiuso a chiave (come indica il termine stesso). Bisognerebbe invece pensarlo come un Cenacolo spalancato sul mondo. Dom Ogliari immagina il prossimo Conclave come un ambiente in cui a prevalere è quella libertà dello Spirito che ringiovanisce, purifica, e crea. Dunque, l'abate lancia questo auspicio parlando dall'Aula nuova del Sinodo, mentre tiene la meditazione iniziale della sesta Congregazione generale lo scorso 29 aprile.

Certamente sono parole sagge, quelle che vengono ascoltate dai cardinali che stanno prendendo parte alle Congregazioni e che sono giunti a Roma in vista del conclave. Lo Spirito, ha auspicato ancora l'abate benedettino, sia per tutti il protagonista principale dei dialoghi, ma anche delle dinamiche, anche dialettiche che caratterizzano ogni connessione dell'umano, affinché si accendano le menti e s'illuminano gli occhi per il bene si della Chiesa ma anche del mondo intero.

Allo stesso tempo, l'abate di San Paolo fuori le mura, richiama nel suo discorso l'importanza di imparare da Gesù la mitezza e l'umiltà, la misericordia e la compassione. In una Chiesa così radicata, infatti, troviamo aperta, e coraggio. Si tratta di una Chiesa che aborrisce parole e gesti violenti, ma che invece si fa voce di chi non ne ha.

Stiamo parlando di una Chiesa radicata in Cristo, e che è maestra di fraternità. Sempre improntata al rispetto, al dialogo, a una cultura dell'incontro e alla costruzione di ponti e non di muri, come sempre ci ha invitato a fare il nostro amato e compianto Papa Francesco.





Articoli Correlati


cookie