"Salera mostri maggior empatia nei confronti delle migliaia di persone che vivono in prossimità di Campo Miranda"

Opinioni - Riceviamo e pubblichiamo la lettera che un cittadino di Cassino ha scritto al sindaco della città martire

"Salera mostri maggior empatia nei confronti delle migliaia di persone che vivono in prossimità di Campo Miranda"
di Redazione - Pubblicato: 12-07-2024 16:05 - Tempo di lettura 3 minuti

Egregio Sindaco Salera,

il 12 luglio dello scorso anno, all’incirca alle 22.30, ricevevo una chiamata dall’ospedale di Frosinone. All’altro capo del telefono un dottore mi comunicava che mio padre, ricoverato da qualche giorno, era improvvisamente morto. Di quella sera ricordo poche cose, oltre al dolore. Ma ce n’è una che mi è tornata in mente ieri sera, a distanza di un anno esatto, e vorrei condividerla con Lei e la sua Amministrazione. Ricordo quante volte ho chiesto al dottore che mi chiamava dall’ospedale di ripetermi le sue parole. Si dirà che la mia difficoltà nel recepire quanto mi stava comunicando nasceva dall’incredulità, una reazione naturale alla notizia della morte di un genitore. Ma non era per l’incredulità che ho chiesto al dottore di ripetermi tante decine di volte il suo messaggio.

Abitavo, e abito tuttora, in una zona di Cassino che affaccia su Campo Miranda, e il 12 luglio del 2023, mentre mio padre si spegneva, la mia casa era invasa dalla musica di Gigione; la performance danzereccia di questo artista aveva un volume talmente elevato che, pur con le finestre chiuse, non riuscivo a sentire il dottore che mi spiegava come mio padre era morto (chissà cosa avrà pensato di me il dottore? Forse che mio padre era un fan sfegatato di Gigione e che io, per onorarne la memoria, avevo prontamente deciso di diffondere a tutto volume nella mia abitazione la musica di questo artista?).

Lo scorso anno avevo appena acquistato, con molti sforzi e con un sostanzioso mutuo, la mia abitazione in Via Verdi, e, come capirà, addolorato per la mia perdita, non ebbi la forza né la freddezza di lamentarmi del disagio causato dalle due settimane ininterrotte della manifestazione musicale che si teneva sotto casa mia. Oggi, a un anno di distanza da quel 12 luglio, il dolore per la mia perdita è ancora forte, ma sono finalmente in condizione di porre a lei e agli amministratori di questa città alcune domande, cosa che ho vanamente già fatto in altre sedi nelle scorse settimane, come sa.

Lei e la sua Amministrazione reputate giusto e civile autorizzare in Campo Miranda manifestazioni che disturbano la quiete di chi abita in questa zona per un totale di 29 giorni nell’arco di circa un mese e mezzo? Quest’anno in Campo Miranda si sono susseguiti, con brevi pause, 7 giorni di giostre, 11 giorni di una prima manifestazione musicale, ai quali seguiranno altri 11 giorni della ulteriore manifestazione musicale appena cominciata. Non vi pare eccessivo?

E poi, in base a quale criterio si è deciso che i cittadini che abitano nella popolosa area di Campo Miranda (Via Verdi, Via Leopardi, Piazza Garibaldi, Piazza Green e parte di Viale Dante) debbano essere gli unici a sacrificarsi per consentire il divertimento e lo svago del resto dei cittadini della città? Qualcuno ha detto che la democrazia è, fra le altre cose, una sopportazione reciproca: sono perfettamente d’accordo. Ma si può ancora parlare di una democrazia civile quando a sopportare è sempre e solo una parte della popolazione?

Mi si obietterà che Campo Miranda è una area perfetta per gli scopi economici di chi organizza le manifestazioni e che tali manifestazioni «fanno girare l’economia» della città. Mi permetto di dissentire: nel territorio cittadino esistono senz’altro aree più periferiche che possono ospitare simili eventi, arrecando meno danno e disagio cittadini. E, soprattutto, mi sento di controbattere che un’amministrazione comunale ha il compito di minimizzare l’impatto in termini di disagio sui cittadini delle manifestazioni che da lei vengono autorizzate; in altri termini, il legittimo vantaggio economico di un’organizzazione imprenditoriale o di un’amministrazione, a mio parere, dovrebbe piegarsi all’obiettivo principe di ogni amministrazione, ovvero il benessere dei cittadini.

Ho appena parlato di benessere dei cittadini. A tal proposito, mi piacerebbe ospitare lei e la sua Amministrazione in casa mia, uno dei prossimi giorni (ma prima che finisca l’ennesima manifestazione appena cominciata!). Potreste constatare una serie di fatti, che di sicuro nessuno di voi considererebbe ammissibili, qualora si verificassero nelle vostre case, soprattutto se protratti per un periodo di tempo così lungo. Con le attrazioni delle giostre o con un palco musicale montato a meno di 50 metri dalle abitazioni circostanti Campo Miranda i rumori sforano abbondantemente i limiti della tollerabilità e soprattutto i limiti di legge; e mi permetto di far notare che la situazione non migliora solo perché questo o quello organizzatore si è premurato di chiedere all’Amministrazione la deroga per sforare i decibel di legge. Quando tale rumore impazza, “condito” dagli imprescindibili fuochi d’artificio, che fanno da corollario ad alcuni spettacoli, viene pesantemente leso il diritto assoluto e inalienabile al normale svolgimento della vita familiare nella propria abitazione, e le abitudini di vita quotidiana sono completamente stravolte. E questo accade anche se l’organizzatore di turno rispetta il limite della mezzanotte per l’interruzione delle emissioni sonore.

Nell’arco di tempo compreso fra le 21.30 e le 24.00 (faccio finta di dimenticare che, di solito, dalle 19/19.30 siamo allietati dagli immancabili sound-check) non è possibile tenere una normale conversazione in casa, non si può guardare la tv, non si può leggere, non si può ascoltare musica e soprattutto non si può dormire. Mi è stato obiettato che di estate ci si diverte e si va a dormire tardi: sono contento per chi può divertirsi e tirare la serata fino a tardi, ma c’è anche chi lavora il mattino seguente. E poi ci sono i neonati e i bambini: è giusto imporre loro di addormentarsi quando cessa la musica? È giusto che un neonato o un bambino, se faticosamente è riuscito ad addormentarsi prima delle 24, si risvegli terrorizzato perché i vetri di casa tremano per la musica ad altissimo volume o perché è arrivato l’imperdibile momento dei fuochi di artificio?

Una precisazione doverosa: le mie parole non sono rivolte agli organizzatori delle manifestazioni musicali né ai giostrai, non ho nulla contro di loro e non li conosco nemmeno. Le mie parole, che interpretano quelle dei miei concittadini con i quali stiamo creando un apposito Comitato di quartiere, sono solo un invito a Lei e alla sua Amministrazione a mostrare empatia nei confronti delle migliaia di persone che vivono in prossimità di Campo Miranda e che, per quasi un mese, saranno pesantemente penalizzate dagli eventi che vi si svolgono, nonché un’esortazione a garantire che saranno tempestivamente individuate aree alternative in cui svolgere eventi e manifestazioni di questo tipo.

Nel ringraziare dell’attenzione Lei e la sua Amministrazione, aggiungo solo che a mio padre Gigione stava molto simpatico: forse l’anno scorso avrà sorriso nel sapere che io – mio malgrado – lo stavo ascoltando mentre lui se ne andava.

Giuseppe Dimatteo (cittadino)





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