"Cassino apra le porte ai profughi afghani, senza se e senza ma"

"Cassino apra le porte ai profughi afghani, senza se e senza ma"
di autore Redazione - Pubblicato: 04-09-2021 00:00

IL FATTO - L'appello dell'assessore alla Coesione Sociale Luigi Maccaro: "Essere Città martire non significa deporre corone d’alloro qua e là nelle occasioni comandate"

Luigi Maccaro

"Cassino, città per la Pace, apra le porte ai profughi afghani, senza se e senza ma. Per quello che potremo fare come amministrazione comunale siamo a disposizione del Governo e della Prefettura che hanno la responsabilità di dare una risposta all’ennesimo dramma che si sta consumando in medio oriente. Con buona pace dei leoni da tastiera che battono i polpastrelli al ritmo del ritornello “prima gli italiani”.

A parlare è l'assessore alla Coesione Sociale, Luigi Maccaro, che argomenta: "Per me bisognerebbe riconoscere “d’ufficio” lo status di rifugiato ai cittadini afghani arrivati in Italia in queste settimane e inserirli subito in un sistema di accoglienza. Ma noi non possiamo commuoverci davanti alle immagini dei bambini di Kabul e poi chiudere le porte a quelli di loro che bussano al nostro Paese.


Essere Città martire - prosegue l'assessore - non significa deporre corone d’alloro qua e là nelle occasioni comandate. Significa essere testimoni e responsabili di fronte al mondo, patria dei diritti umani e dei doveri civili, capaci di non lasciare poveri e perseguitati senza accoglienza. Perché chi chiude le porte all’umanità chiude le porte a sé stesso, nell’illusione che a forza di alzare recinti potremo stare meglio. Ma non è così.

Certo è che le cose vanno fatte con competenza e intelligenza: gli ex SPRAR sono al limite della capienza mentre il sistema CAS gestito dalle Prefetture si è rivelato spesso un fallimento, in alcuni casi finito anche nelle aule dei Tribunali.

E’ necessario che le decisioni non vengano calate dall’alto, che nella programmazione si coinvolge la società civile e che si sperimenti un sistema di accoglienza diffuso evitando le concentrazioni di immigrati. Ogni Comune, ogni parrocchia, tante organizzazioni e tante famiglie - conclude Maccaro - possono accogliere una famiglia di profughi afghani e prendersi cura della loro integrazione. L’importante è non nascondersi".





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