CASSINO - Lo rende noto lo studio legale Miraglia che rivela anche di un incontro con la segretaria comunale. La dottoressa Sanzone si sarebbe detta contrariata dall'atteggiamento delle assistenti sociali, il plauso dell'avvocato. Il sindaco: "Attendiamo che si pronunci il Tribunale"

Non si placa lo scontro della vicenda della due bambine tolte alla zia e portate in casa famiglia da parte degli assistenti sociali del Comune di Cassino. Secondo quanto comunica lo studio legale Miraglia "la zia ha presentato un’integrazione di querela per abuso d’ufficio e violenza privata nei confronti degli assistenti sociali".
Il motivo? Sempre lo studio legale, in una nota spiega: "le bambine furono portate via d’imperio, con l’inganno, un pomeriggio nel quale la zia le aveva accompagnate in municipio per un colloquio protetto con il loro papà. Appena saputo che avrebbero dovuto essere condotte in comunità le bimbe, piangendo, avevano tentato di fuggire disperate: una di loro, afferrata al volo da uno degli operatori, cadde a terra ferendosi alla mano e al ginocchio. L’articolo 403 del Codice civile, applicato in questo caso - spiega l’avvocato Miraglia - consente ai Servizi sociali di intervenire in situazioni di emergenza e grave pericolo in cui dovessero trovarsi dei minori. Ma auspichiamo un intervento del legislatore affinché lo abolisca, per l’abuso che ne fanno alcuni Servizi sociali, che lo utilizzano spesso a proprio piacimento e senza che vi sia un pericolo imminente da cui mettere al riparo i bambini".

Ma non è tutto, c'è di più. La segretaria comunale del Comune , dottoressa Rosanna Sanzone, nei giorni scorsi ha voluto incontrare la zia delle due bambine che si sarebbe mostrata molto contrariata rispetto all’operato dei Servizi sociali in merito all’allontanamento illegittimo delle bambine, ritenendo assolutamente inspiegabile quanto accaduto. "
Nei confronti della zia - dice lo studio legale - ha avuto parole positive, ritenendola una persona perbene e con un elevato livello socio-culturale e, a suo parere, le bambine dovrebbero tornare immediatamente a casa con lei".

Quindi sempre Miraglia prosegue: "Non possiamo che elogiare la segretaria comunale, dirigente ad interim dell’area Servizi, perché ha fatto quello che ci attendevamo da venti giorni da parte del sindaco: ha parlato con la zia, l’ha conosciuta di persona, ha studiato i fatti. Sono intervenuti una serie di politici a difesa del sindaco, molti nemmeno sapevano cosa fosse accaduto in realtà: semplicemente si sono lanciati in una difesa d’ufficio del primo cittadino. Invece avrebbero dovuto fare tutti, sindaco in primis, quello che ha fatto la dirigente: parlare con la zia. Bisogna parlare con le persone, anziché agire sulla base di pregiudizi. Auspichiamo - conclude lo studio Miraglia - che il sindaco prenda le distanze da questi operatori e che il Tribunale tenga ora in considerazione queste dichiarazioni della dirigente comunale".
Da quel che trapela, nei giorni scorsi, la segretaria ha voluto affrontare la questione in un vertice a quattr'occhi direttamente con il sindaco Enzo Salera. Vige il riserbo sul contenuto del colloquio. Il primo cittadino, da noi interpellato, si limita a dire: "Abbiamo nominato un legale che segue la vicenda presso il Tribunale dei minori e aspettiamo che sia il Tribunale a pronunciarsi sul caso, nulla c'è da aggiungere oltre quello che decideranno i giudici".

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