Prima giornata nazionale della tragedia dell'Arandora Star a Picinisco

Cultura - Momento di memoria, condivisione e conciliazione. Inaugurato il monumento alle vittime

Prima giornata nazionale della tragedia dell'Arandora Star a Picinisco
di Redazione - Pubblicato: 18-10-2026 10:02 - Tempo di lettura 2 minuti

Si è svolta a Picinisco la 1ª Giornata nazionale della memoria delle vittime dell’Arandora Star, che ha unito simbolicamente l’Italia intera.

In una piazza gremita, si sono riuniti tanti familiari, sindaci e gonfaloni della Provincia di Frosinone e dei numerosi comuni (anche delle regioni Molise ed Abruzzo) che hanno avuto vittime nel naufragio della nave, il prefetto vicario Agnese Scala, gli onorevoli Enzo Amich (primo firmatario della legge istitutiva), Claudio Mancini, Nicola Ottaviani, l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, il consigliere provinciale Andrea Amata, il vice ambasciatore del Regno Unito in Italia David Burton Obe, il commissario della XIV Comunità Montana Valle di Comino Aurora Aprile (che ha sostenuto la manifestazione), il direttore del PNALM Luciano Sammarone, il vice questore Raffaele Attanasi, le sezioni dell’Associazione nazionale Carabinieri in congedo di Cassino, Sora, Anagni, Strangolagalli e dell’Irlanda, e tantissima gente commossa che ha cinto d’affetto e partecipazione il nuovo monumento inaugurato a ricordo delle 19 vittime di Picinisco dell’Arandora Star.

Le 446 vittime del naufragio dell’Arandora Star sono state tutte ricordate scrivendo i loro nomi sui bianchi totem posizionati nel Parco delle Rimembranze.

In piazza Montano, la cerimonia è iniziata con l’arrivo del corteo, aperto dalla prestigiosa Fanfara degli Allievi Carabinieri di Roma, diretta dal maestro Lgt. Danilo Di Silvestro.

Dopo l’alzabandiera e l’Inno d’Italia, suonato dalla Fanfara e cantato da Noemi Gasbarra e dal pubblico, il sindaco Marco Scappaticci, il prefetto vicario Agnese Scala ed il comandante della Compagnia dei CC di Cassino Raffaele Tufano hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai caduti, presidiato da due carabinieri in alta uniforme.

Dopo la Santa Messa, celebrata dal parroco don Antonio Molle, con la partecipazione del Coro parrocchiale della chiesa di San Lorenzo, è stato scoperto e benedetto il nuovo monumento dedicato alle vittime di Picinisco dell’Arandora Star, sul quale sono scolpiti la nave ed i nomi dei 19 piciniscani periti nell’affondamento.

I bambini dell’Istituto Comprensivo hanno suggestivamente aperto la cerimonia uscendo dal castello portando una grande bandiera tricolore e, quando Lorenza Perella ha scandito i nomi dei 19 piciniscani periti, hanno risposto ‘presente’ - imitati dal pubblico presente - a simboleggiare il ritorno delle vittime del naufragio nella memoria collettiva.

Struggente, espressiva, commovente e molto coinvolgente è stata l’interpretazione di Giulio Terenzio ed Elia Giuseppe Tringali, che hanno straordinariamente rappresentato la storia di Luigi - nome di fantasia di un giovane di Picinisco emigrato nel Regno Unito, dove si era ben integrato ed aveva sposato Margherita, formando una famiglia – improvvisamente rastrellato e destinato alla deportazione, perdendo poi la vita nell’affondamento dell’Arandora Star.

Il sindaco Marco Scappaticci ha ricordato che «Delle oltre sessanta vittime della provincia di Frosinone, Picinisco piange 19 suoi figli. Siamo il comune d’Italia, dopo il romagnolo Bardi, che ha pagato il prezzo più devastante e ingiusto di questa pagina tragica dell’emigrazione. La loro identità migratoria è la nostra identità. Quegli uomini non erano soldati. Erano i nostri padri, i nostri nonni, i nostri zii. Erano partiti da questo borgo povero arroccato sulle montagne della Valle di Comino portando in valigia solo la dignità del lavoro e la speranza di dare un futuro migliore ai propri figli. Si erano integrati a Londra, a Glasgow, a Edimburgo e in tutto il Regno Unito. Erano arrivati per fare i lavapiatti nelle retrobotteghe per poi diventare titolari di bar, ristoranti, piccoli negozi alimentari o artigianali. Erano stimati, amati e rispettati dalle comunità che li avevano accolti. Poi, in una manciata di ore, la follia della guerra cambiò tutto. In piena notte vennero prelevati dalle loro case, strappati alle loro famiglie e stipati su una nave priva di contrassegni umanitari, diretti ai campi di prigionia in Canada. Furono condannati due volte: dall’ingiustizia dell’internamento e dal siluro che spezzò le loro vite. Per anni, questo dramma è stato una ferita privata, sussurrata nelle cucine e custodita nel pudore del dolore delle famiglie piciniscane. Oggi, con questa prima Giornata Nazionale, diciamo a gran voce che i nostri morti non sono più invisibili. Che la loro memoria viva per sempre. Che il loro sacrificio non sia mai dimenticato».

Presenti il presidente dell’Associazione Nazionale dei familiari delle vittime dell’Arandora Star, Giuseppe Conti, che aveva iniziato, tanti anni fa, la battaglia per dare voce alle vittime, Maura Maffei di Bardi e Francesco Morelli di Casalattico, che hanno scritto libri e romanzi sull’Arandora Star.

«Nella famiglia quasi mai si è discusso di questa tragedia – ha ricordato, riconoscente e con un nodo in gola, Cesidio Di Ciacca (nipote dell'omonima vittima, nato e vissuto in Scozia da una famiglia piciniscana ed ora tornato nel paese natio da affermato imprenditore) – trovarci oggi qua è un’emozione indescrivibile. Oggi questo riconoscimento per tutte le vittime e le famiglie che hanno sofferto tantissimo è straordinario. Grazie Italia, per non aver dimenticato».

«Oggi, noi giovani – ha assicurato Valeria Ferri, alunna di Picinisco - ci impegniamo ad essere custodi di questa memoria, sprone per il nostro agire presente e futuro».

«Questa giornata del ricordo, fortemente voluta – ha poi ricordato l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli – si inserisce nel dovere delle istituzioni di aiutare i giovani a non dimenticare i fatti accaduti durante il secondo conflitto bellico, perché i giovani saranno le guide di domani. Questa storia, da oggi, diventa patrimonio collettivo non solo della Regione Lazio ma di tutta Italia».

Ma se da adesso, ogni anno, l’11 ottobre sarà dedicato al ricordo e alla memoria delle vittime dell’Arandora Star, lo si deve alla proposta di legge dell’on. Enzo Amich, cofirmata dall’on. Claudio Mancini, ed approvata all’unanimità dal Parlamento.

«La cerimonia di oggi – ha esordito l’on. Amich - sottolinea l’importanza del momento e che oggi, effettivamente, tutta l’Italia è qui. Io, Claudio Mancini, insieme a Massimo Ruspandini e tanti altri colleghi di ogni schieramento politico, abbiamo fatto quello che era nostro dovere fare. Ascoltare e portare alla luce una storia incredibile. Una storia per troppo tempo ed ingiustamente dimenticata. E non dovevamo più permetterlo».

L’on. Mancini, anche quale erede di una vittima della tragedia dell’Arandora Star, osserva che «la storia dell’Arandora Star è conosciuta solo nel racconto familiare. Tramandata nelle famiglie e nelle comunità all’estero, ha avuto grazie all’associazione dei familiari una prima notorietà, ma solo l’ottantesimo anniversario, con una lettera del presidente Mattarella, ha segnato il primo riconoscimento istituzionale. Ottanta anni. Poi un timido tentativo la scorsa legislatura, adesso la legge. Con questa legge abbiamo colmato una piccola distanza e spero che anche questo serva a far sentire le istituzioni più vicine alle nostre comunità e ai nostri cittadini».

Di straordinaria importanza la presenza e l’intervento del vice ambasciatore del Regno Unito in Italia, David Burton Obe.

«A nome del governo di Sua Maestà, è per me un onore essere qui oggi. Siamo qui riuniti per ricordare una tragedia che ha colpito famiglie italiane, molte delle quali avevano costruito la loro vita nel Regno Unito. Onoriamo la loro memoria con sincerità. Ricordiamo la sofferenza di coloro che persero la vita e dedichiamo un pensiero affinché possano riposare in pace». E dopo aver ricordato i suoi forti legami familiari con famiglie di Picinisco da decenni emigrate nel Regno Unito ha concluso: «ricordiamo oggi insieme una tragedia, onoriamo insieme le vittime, le donne, le famiglie; e guardiamo insieme al futuro. Da parte del Regno Unito, da parte della Scozia e da parte della mia famiglia, un abbraccio. Grazie».

A trarre le conclusioni della cerimonia il prefetto vicario di Frosinone, dott.ssa Agnese Scala, emotivamente coinvolta.

«Oggi questa giornata diventa monito per noi tutti, per noi rappresentanti del governo ancora di più, un compito istituzionale. Cioè sensibilizzazione e coordinamento delle iniziative che porteranno soprattutto i più giovani a ricordare una storia di emigrazione, a ricordare una tragedia immane che è stata prodotta dall’atrocità della guerra. Il monito è creare pace, coesione sociale, benessere per tutti, onorando sempre i nostri caduti. Oggi il mio ringraziamento è per tutti voi, perché la storia personale si è fusa con quella nazionale. E, prendendo spunto dalla rappresentazione teatrale della storia dell’emigrante Luigi e di sua moglie, ha efficacemente concluso - grazie a tutti se oggi abbiamo potuto essere Luigi e Margherita».

Un messaggio di vicinanza e partecipazione, attraverso il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi, è giunto dal vicepresidente del Consiglio dei ministri, on. Antonio Tajani che ha ricordato che l’istituzione della legge 132 «è anche un impegno a far conoscere questa pagina della nostra storia soprattutto alle nuove generazioni. L'Italia è un Paese che conosce il significato dell'emigrazione. Milioni di italiani sono partiti nel corso della nostra storia, portando nel mondo lavoro, talento, capacità di costruire. Hanno affrontato sacrifici e difficoltà senza perdere il legame con la propria terra. Gli italiani all'estero sono una grande forza del nostro Paese. Sono ambasciatori dell'Italia nel mondo. Il Governo è al loro fianco, ovunque si trovino. Nessun italiano all'estero deve sentirsi solo».

 


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