Cultura - Martedì 20 ottobre studiosi, ricercatori e studenti a confronto sul contributo della primatologa e su una nuova cultura del rispetto e della convivenza tra specie. Nel pomeriggio una tavola rotonda sull’alleanza tra spazi urbani, rurali e selvatici
Quando, nel 1960, per la prima volta, la mano di Jane Goodall e quella di un giovane scimpanzé che viveva nella foresta del Gombe, per libera scelta di entrambi, si sfiorarono, si toccarono, si strinsero, due specie separate da almeno 5 milioni di anni si ricongiungevano idealmente, e si riconciliavano simbolicamente, in quel gesto.
Ciò che ne scaturì (decenni di lavoro sul campo, scoperte epocali che hanno cambiato il nostro modo di pensare gli animali, la fondazione del Jane Goodall Institute e il suo impegno costante nella tutela delle specie a rischio, dell’ambiente e delle popolazioni umane disagiate) segnò l’inizio di una nuova fase storica. Una fase in cui una parte dell’umanità ha iniziato a dimostrare, con azioni concrete, che una civiltà basata sulla solidarietà, sia verso i propri simili, sia nei confronti degli altri viventi, e un’economia riscattata dal modello dello sfruttamento selvaggio del lavoro e della natura sarebbero possibili.
L’etologia filosofica, fin dai suoi esordi, si è fatta interprete di questa esigenza di una profonda rifondazione dei rapporti tra le società umane, quelle degli altri animali, e gli ecosistemi in cui sono immerse. Ovvero, di un ripensamento radicale dei nostri modi di interpretare e abitare la “natura” che la crisi ambientale e climatica, e le sue drammatiche conseguenze in atto e a venire, rendono non più rinviabile. Di questi temi discuteranno, tra loro e con il pubblico, gli studiosi invitati al convegno.
Martedì 20 ottobre 2026 alle ore 09.30 si inizierà con i saluti del Rettore, Marco Dell’Isola e del Direttore del Dipartimento, Gianluca Lauta. Alle ore 10 L'arte del rispetto: i contributi di Jane Goodall ad una nuova etica dell'interagire, del comprendere e del coabitare. Coordina e introduce: Marco Celentano (Università di Cassino e del Lazio Meridionale) Elsa Addessi (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – CNR Roma).
Il contributo di Jane Goodall allo sviluppo delle scienze della cognizione e del comportamento Daniela De Donno (Jane Goodall Institute - Italia) Da Gombe alle nostre comunità: coltivare la visione di Jane Goodall Dominque Lestel (École Normale Supérieure - Paris) The Existential Challenge of Field Ethology Dibattito 12.30-12.45: Pausa 12.50 Max D’Alesio (Istituto di Istruzione Superiore Carducci – Cassino) e studenti delle classi Quarta D e Quarta A del Liceo classico di Cassino: Presentazione del lavoro su Jane Goodall svolto in collaborazione con la Cattedra di Etica della comunicazione dell’Università di Cassino.
Dibattito ore 15.30 Tavola Rotonda For a Culture of Alliance Between Urban, Ruraland wild spaces. Coordina e introduce: Cosetta Veronese (International Society of Zooanthropology - Zurigo) Intervengono: Clara Arici (International Society of Zooanthropology - Zurigo), Marco Celentano (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), Roberto Marchesini (Scuola di Interazione Uomo Animale - Bologna), Roberto Guadagnini (RASE – Wildlife Rescue & Research Association).