Truffa del falso operatore di Polizia: arrestate due donne dopo un inseguimento in autostrada

Cronaca - Nonostante l'alt intimato dagli agenti, la sospettata è salita a bordo della vettura dileguandosi a forte velocità. Ne è nato un rocambolesco inseguimento che ha interessato dapprima la superstrada Cassino-Formia e successivamente il tratto autostradale

Truffa del falso operatore di Polizia: arrestate due donne dopo un inseguimento in autostrada
di Redazione - Pubblicato: 03-10-2026 15:24 - Tempo di lettura 4 minuti

Nella mattinata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza di reato due donne, ritenute responsabili di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. L'operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone e dal Commissariato di Cassino, si inserisce nell'ambito di mirati servizi di polizia giudiziaria disposti per contrastare l'allarmante fenomeno dei raggiri soprattutto in danno di persone anziane e fragili.

L'azione ha preso le mosse dal costante monitoraggio del territorio, quando gli investigatori hanno intercettato un’autovettura sospetta. Il veicolo era già stato segnalato per una truffa analoga consumata nei giorni scorsi in Liguria. Dopo aver seguito con discrezione l'auto in una zona isolata della città, gli operatori hanno assistito alla fuga repentina di una delle donne dall'abitazione di una vittima, attirata dalle grida disperate di quest'ultima.

Nonostante l'alt intimato dagli agenti, la sospettata è salita a bordo della vettura dileguandosi a forte velocità. Ne è nato un rocambolesco inseguimento che ha interessato dapprima la superstrada Cassino-Formia e successivamente il tratto autostradale. La fuga è stata interrotta all'altezza del casello di San Vittore del Lazio grazie a un efficace sbarramento "a tappo" attuato dalla Polizia Stradale, coordinata dalla Sala Operativa.

Dagli accertamenti è emerso il classico modus operandi: la vittima era stata precedentemente manipolata al telefono da un complice che, fingendosi un appartenente alle Forze dell'Ordine, l'aveva convinta a consegnare i propri beni preziosi per la comparazione con quelli di provento della rapina in cui sarebbe stata coinvolta un'auto di famiglia.

Gli accertamenti sul veicolo, utilizzato dalle malfattrici, hanno permesso di scoprire un ingegnoso doppio fondo, all'interno del quale era nascosto l'intero quantitativo di oro sottratto, immediatamente restituito alla vittima. Al termine delle formalità di rito, entrambe le donne sono state tradotte presso la Casa Circondariale di Rebibbia e poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.





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