Cultura - Montecassino, l’Abbazia ha celebrato la Solennità della dedicazione della Basilica Cattedrale. Momenti di festa e di preghiera anche per l’inizio del noviziato del postulante Mario Desiderio e per la visita di monaci ungheresi
Domani, domenica 4 ottobre, alle ore 12,00, il Corteo Storico Terra Sancti Benedicti farà rivivere, nella splendida cornice del Chiostro del Bramante, un episodio della vita di San Benedetto. “Totila e Benedetto fra storia e profezia – Quando un Re si inginocchiò davanti a un Santo”, questo il titolo della rievocazione storica. Un appuntamento fortemente voluto da tutto il direttivo del Corteo e che si realizzerà, come sempre, grazie al grande impegno e alla passione degli attori, dei figuranti e di tutti i collaboratori. “L’incontro tra san Benedetto e Totila – spiega l’Abate Dom Luca Fallica - è tra gli episodi più significativi della vita del santo a Montecassino, stando al racconto che ne fa san Gregorio Magno nel secondo libro dei Dialoghi.
La ricostruzione dell’episodio e la sua messa in scena, che il Corteo Storico si appresta a fare nel Chiostro del Bramante, si inseriscono nel progetto di tenere viva la memoria delle radici storiche della nostra terra di san Benedetto. C’è però qualcosa di più: in quell’incontro san Benedetto manifesta, in modi differenti, la sua capacità profetica. In essa possiamo riconoscere un segno della qualità profetica che la vita monastica deve avere anche ai nostri giorni, nel leggere la storia alla luce della Parola di Dio e nella ricerca del volto luminoso del Signore. Insistiamo quest’anno sul tema della luce.
Essere nella luce significa anche questo: interpretare i segni dei tempi per orientare il presente verso un futuro di speranza”. “Negli ultimi anni – racconta la Prof.ssa Antonietta De Luca, che si occupata del progetto culturale – il Corteo Storico si è cimentato con successo in altre rievocazioni storiche come “Il matrimonio medievale”, “Il Processo di Capua” ed il “Trattato di San Germano”. Il 4 ottobre mettiamo in scena l’inganno di Totila. Rievocare questi episodi della vita di San Benedetto proprio a Montecassino, significa restituire voce alle pietre silenziose del Monastero, raccontare che proprio qui, in questo stesso luogo il potere barbaro più forte d’Italia si è inginocchiato davanti ad un monaco disarmato. Non è una leggenda e non è avvenuto altrove. È parte della nostra storia ed è accaduto sotto i nostri piedi. Qui sono le nostre radici.
La storia possiamo leggerla e impararla su un libro che la racconta e la spiega. Una rievocazione fa di più. Offre agli spettatori una partecipazione che coinvolge sensi ed emozioni e la fa diventare esperienza che resta nella memoria. Chi verrà domenica non vedrà solo una rievocazione in costume, porterà a casa un pezzetto di Montecassino dentro di sé”. “L’appuntamento di domenica – conclude Edmondo Mascioli, coordinatore del corteo storico - non sarà soltanto una rappresentazione, ma un momento nel quale storia, memoria e spiritualità si incontreranno.
Poter raccontare questa storia proprio all’interno dell’Abbazia rappresenta, per il Corteo Storico, una grande responsabilità e un motivo di profondo orgoglio”. Sempre domenica 4 ottobre, alle ore 10.30, ci sarà la Santa Messa conventuale in canto gregoriano e in concomitanza con la rievocazione storica, ci sarà l’apertura straordinaria della Loggia del Paradiso. Il Monastero benedettino offrirà l’opportunità di visitare quello che è considerato un luogo di estetica superiore all'interno dell'architettura monastica. Per l’occasione ci sarà la possibilità di ammirare un dipinto in restauro, di scuola napoletana, attribuito ad un pittore meridionale attivo nel XVI secolo, intitolato: “Cristo guarisce il paralitico”.
Intanto, come da tradizione il mese di ottobre si è aperto, nel Monastero benedettino, con la celebrazione della Dedicazione della Basilica di Montecassino. Sono stati invitati a partecipare alla Solennità tutti i parroci della terra di San Benedetto. “Il primo ottobre – spiega il Padre Abate Dom Luca Fallica - celebriamo più precisamente la consacrazione di Papa Alessandro II, avvenuta il 1° ottobre del 1071. Quando san Paolo VI è venuto a Montecassino il 24 ottobre del 1964 per riconsacrare la basilica ricostruita dopo la distruzione della II Guerra mondiale, ha voluto che fosse mantenuta quella antica data.
È per noi l’occasione per vivere un momento di celebrazione, di preghiera, di festa, condiviso con i parroci della terra di San Benedetto, anzitutto per chiedere la loro intercessione e rinsaldare un legame spirituale tra l’Abbazia e le comunità cristiane sulle quali si sporge dall’alto il nostro sguardo, che vuole essere benedizione e preghiera per tutti coloro che vivono, soffrono, sperano alle pendici del nostro colle. Il non avere più la cura pastorale di questo territorio non può infatti significare disinteresse o non cura, ma la ricerca di un modo diverso per irradiare una luce spirituale e una presenza orante, e nello stesso tempo per ricevere, da chi vive sotto l’Abbazia, stimoli e domande da custodire nella preghiera e da tradurre in iniziative e proposte che possano offrire un po’ di luce nelle tante tenebre che dobbiamo affrontare ai nostri giorni”.
La solennità della dedicazione è stata accompagnata quest’anno da un’altra celebrazione molto sentita dalla comunità: quella dell’inizio del noviziato per il postulante Mario Desiderio. Due anni fa il giovane di Pompei, dopo la laurea in economia e commercio e un’attività avviata, ha scelto di iniziare il cammino di discernimento vocazionale all’interno della comunità monastica di Montecassino. Un cammino che tra un anno lo porterà alla professione temporanea dei voti. In settimana, sempre in Abbazia, si è vissuto un altro momento di festa, di preghiera e di condivisione. La Comunità monastica ha ricevuto la visita di alcuni monaci ungheresi provenienti dall’Abbazia di Bakonybel. Un monastero benedettino fondato durante il primo periodo cristiano dell'Ungheria, quando il regno stava costruendo le sue principali istituzioni religiose.
Nel corso dei secoli divenne un centro consolidato della vita monastica nella regione. La comunità vive seguendo ritmi di preghiera e lavoro secondo la regola di san Benedetto. “Accogliere questi 9 monaci ungheresi – ha commentato Dom Luigi Maria Di Bussolo, responsabile della foresteria di Montecassino – ha rappresentato per la nostra comunità, un momento di fraternità, un rinsaldare un legame di amicizia che dura da tantissimo tempo. Dal 25 gennaio 1212 (festività della Conversione di San Paolo), le due comunità monastiche rinnovano ogni anno un solenne patto di unione spirituale, ricordandosi reciprocamente nelle preghiere e nella messa conventuale”.