Cronaca - Il 54enne era rimasto gravemente ustionato nella deflagrazione che aveva devastato la mansarda di via Guado Santa Maria. Resta ricoverata in condizioni critiche la compagna Katia Adinolfi. Proseguono le indagini della Procura sulle cause dell'esplosione
Non ce l'ha fatta Carmine Sirica, l'infermiere di 54 anni rimasto gravemente ustionato nell'esplosione avvenuta la mattina del 24 agosto in via Guado Santa Maria, a Cassino.
Dopo cinque giorni trascorsi a lottare tra la vita e la morte, il suo cuore ha smesso di battere al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove era stato trasferito in condizioni disperate poche ore dopo la deflagrazione.
Originario di Salerno, il 54enne viveva insieme alla compagna Katia Adinolfi, 40 anni, dipendente dell'ospedale cassinate e anche lei rimasta gravemente ferita nell'esplosione. La donna è tuttora ricoverata al Sant'Eugenio di Roma in condizioni critiche.
La tragedia si era consumata intorno alle 8.40 di lunedì 24 agosto. Una violentissima esplosione aveva devastato la mansarda all'ultimo piano della palazzina di via Guado Santa Maria, provocando anche il crollo di parte della copertura. Un boato fortissimo, avvertito distintamente nella zona, aveva fatto scattare immediatamente l'allarme.
I soccorritori avevano trovato Sirica e Adinolfi con ustioni gravissime. Dopo le prime cure e la stabilizzazione, entrambi erano stati trasferiti in eliambulanza al centro specializzato della Capitale. Le condizioni dell'infermiere erano apparse fin dal primo momento disperate. Per cinque giorni i medici hanno tentato di salvarlo, ma questa mattina è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
Intanto proseguono gli accertamenti per stabilire che cosa abbia provocato la deflagrazione. La Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un'inchiesta e gli investigatori stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio di quanto accaduto all'interno dell'abitazione.
Tra le ipotesi prese in considerazione resta quella di una fuga di gas, ma saranno gli accertamenti tecnici a dover chiarire l'origine dell'esplosione e l'eventuale presenza di responsabilità.
Con la morte di Carmine Sirica, l'inchiesta entra inevitabilmente in una fase ancora più delicata. Mentre gli investigatori cercano risposte sulle cause della tragedia, resta l'apprensione per le condizioni di Katia Adinolfi, che continua la sua battaglia nel reparto specializzato del Sant'Eugenio
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