Aree interne, Sara Battisti attacca la destra: "Tagli ai Comuni e territori abbandonati"

Cronaca - La consigliera regionale del Pd replica alle critiche rivolte a Bonaccini e denuncia i ritardi della Regione Lazio su GAL e fondi PSR: "Servono più servizi, investimenti e strategie contro lo spopolamento, anche per la Valle di Comino"

Aree interne, Sara Battisti attacca la destra: "Tagli ai Comuni e territori abbandonati"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 29-08-2026 16:55 - Tempo di lettura 2 minuti

“Fa sorridere che proprio la destra, dopo quattro anni di Governo, continui a parlare del passato per evitare di assumersi le proprie responsabilità. Ho letto ed ascoltato diversi esponenti della destra locale intervenuti incalzando Stefano Bonaccini. Critiche strumentali verso chi ha amministrato una Regione con centinaia di piccole comunità, dove tradizione, radici, sviluppo e tutela dell’ambiente convivono con servizi e diritti. Una cultura di governo dei territori che questa destra dovrebbe studiare, invece di liquidare tutto con la propaganda”.

Così in una nota la consigliera regionale Pd, Sara Battisti. “E soprattutto – prosegue – la destra guardi a ciò che sta facendo il Governo Meloni: circa 2,3 miliardi di euro di tagli ai Comuni nelle ultime leggi di bilancio. Sono risorse che significano meno possibilità di garantire servizi, investimenti e risposte proprio nei territori più fragili. E guardi anche alla maggioranza che governa il Lazio: GAL bloccati, fondi PSR senza programmazione, aree interne escluse dalle strategie di sviluppo.

Il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, firmato nell’aprile 2025, introduce persino il concetto di ‘spopolamento irreversibile’, prevedendo tra le possibili strategie l’accompagnamento di questi territori lungo questo percorso. Una prospettiva che rischia di trasformare il declino in una condanna, invece di affrontarne le cause.

Da parte mia – aggiunge Battisti – ho presentato una mozione per consentire, anche in via sperimentale, ai medici di medicina generale di aprire ulteriori studi nei Comuni privi di assistenza; una mozione per evitare la chiusura degli uffici postali nei Comuni con meno di 5.000 abitanti e una mozione per contrastare la strategia dello ‘spopolamento irreversibile’, chiedendo più risorse per i servizi nelle aree interne del Lazio e l’inserimento nel PSNAI dei Comuni oggi esclusi”.

“Ogni volta questa destra attacca chiunque ponga temi e questioni che riguardano la nostra quotidianità, come fatto anche nelle scorse ore rispetto alle giuste sollecitazioni arrivate dal Sindaco di San Donato Val Comino. Azzerare il dibattito, come avvenuto in Consiglio regionale in questi anni, porta a questo: non sapere più cosa realmente accade nei nostri territori.

Saperli difendere significa dargli risposte su carenza dei servizi sanitari, strategie di sviluppo, tutela dei tessuti produttivi, valorizzazione delle ricchezze naturalistiche e storiche, infrastrutture fondamentali per la mobilità. E la destra, invece di sperperare le risorse pubbliche per opere inutili, come il Ponte sullo Stretto di Messina, programmasse misure per garantire pari condizioni di vita a prescindere da dove si nasce in questo Paese”.





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