Amata contrattacca: "Il Pd prima taglia i servizi e poi si proclama difensore delle aree interne"

Valle di Comino - Continua il botta e risposta partito dalle colonne di LeggoCassino. L'esponente della Lega replica al consigliere provinciale Luca Fardelli: accuse dirette sulla poco funzionale gestione del trasporto pubblico e sui tagli dei servizi essenziali che hanno penalizzato le aree interne perché "le periferie non si difendono mantenendole dipendenti da Roma"

Amata contrattacca: "Il Pd prima taglia i servizi e poi si proclama difensore delle aree interne"
di Redazione - Pubblicato: 29-08-2026 10:29 - Tempo di lettura 4 minuti

Dopo la risposta di Fardelli arriva a quanto dichiarato ieri da Andrea Amata, arriva oggi la controreplica dell'esponente della Lega.

"Fardelli ci rassicura: «Il Partito Democratico e i suoi esponenti rispettano profondamente il voto e le scelte di ogni singolo cittadino». Meno male. Per un attimo, dopo le parole di Bonaccini, avevamo temuto che il problema fosse proprio chi vota e dove vive." Esordisce Amata nella sua risposta "Ci spiega poi che analizzare i flussi elettorali e la demografia del voto non significa giudicare le persone, ma cercare soluzioni migliori per garantire pari opportunità anche a chi vive lontano dai grandi centri urbani.

Una spiegazione talmente elaborata da sembrare più un’arrampicata sugli specchi che una vera smentita. Perché se si associa il voto al centrodestra alle aree interne e poi si introduce una lettura basata sul livello di istruzione, è difficile sostenere che si stia facendo soltanto statistica. La statistica descrive. Il paternalismo giudica. E proprio le aree interne meriterebbero meno sociologia e più politica concreta."

Amata continua poi puntando il dito contro il cambiamento del trasporto pubblico locale: "Fardelli si erge a difensore di Pittiglio, ma Pittiglio, fortunatamente, non ha bisogno di arringhe eterodirette. Piuttosto, sarebbe interessante sapere dov’erano Fardelli e Pittiglio quando il trasporto pubblico locale del Lazio veniva cambiato in peggio, attraverso un modello concepito durante la stagione amministrativa guidata da Nicola Zingaretti e che, nel tempo, ha evidenziato limiti particolarmente pesanti per le province e, soprattutto, per le aree interne."

Sottolineando come un modello pensato guardando prevalentemente ai grandi centri non possa essere funzionale stesso modo nelle periferie, nelle frazioni e nei territori montani. "Il centrodestra oggi sta cercando proprio di correggere quegli errori" spiega Amata "restituendo al sistema del trasporto pubblico una maggiore aderenza alle esigenze reali dei territori.

La riforma del TPL targata PD ha prodotto, tra le altre cose, una riduzione delle corse che ha finito per penalizzare soprattutto chi vive lontano dai grandi centri: residenti delle frazioni, delle zone montane e delle aree interne, cioè proprio quelle comunità che avrebbero bisogno di maggiori collegamenti e non di servizi sempre più rarefatti.

E c’è un altro elemento che non va dimenticato: sottrarre ai Comuni strumenti e possibilità di programmazione della mobilità significa allontanare le decisioni dai territori, rendendo più difficile costruire un servizio calibrato sulle esigenze concrete delle comunità locali.

Nelle aree interne una corsa in più non è una semplice voce di bilancio: può significare permettere a uno studente di andare a scuola, a un lavoratore di raggiungere il proprio posto di lavoro, a un anziano di arrivare a un presidio sanitario."

"Le aree interne non hanno bisogno di essere studiate come un fenomeno antropologico" continua "hanno bisogno di servizi, infrastrutture, trasporti e opportunità. E allora, prima di difendere Bonaccini dalle sue discutibili analisi sociologiche e prima di ergersi a difensore di Pittiglio, sarebbe utile spiegare cosa hanno fatto Fardelli e Pittiglio quando governava il PD e perché non abbiano allora sollevato le stesse obiezioni che oggi sembrano scoprire improvvisamente."

Amata poi sferra il colpo decisivo: "Fardelli rivendica i servizi che il suo stesso partito ha contribuito a ridimensionare. È un po’ come tagliare le corse degli autobus e poi presentarsi alla fermata per protestare perché l’autobus non passa."

"Insomma, prima si ridimensionano i servizi e poi ci si scopre paladini dei territori: una curiosa forma di opposizione al proprio passato. Bizzarro, infine, è che Fardelli contesti alla Lega l’autonomia differenziata dimenticando che è stata la sinistra, nel 2001, a introdurla in Costituzione."

"Fardelli è contrario all’autonomia differenziata? Bene." Afferma Amata, sottolineando come  "ora dovrebbe spiegare perché la sinistra la mise in Costituzione nel 2001. Anche qui, evidentemente, il PD soffre di una curiosa forma di amnesia selettiva.

Se oggi si vuole discutere di come attuarla, lo si faccia nel merito, senza riscrivere la storia. Perché le periferie non si difendono mantenendole dipendenti da Roma, ma garantendo loro risorse, servizi e maggiore capacità di decidere sulle proprie esigenze." Conclude infine "È il “pentimento postumo” della sinistra: prima scrive la norma in Costituzione, poi quando qualcuno la applica scopre che non le piace. Una curiosa specialità: votare la riforma ieri e protestare contro la sua attuazione oggi."





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