Cronaca - Nella casa di Cervaro via Noceromana dove otto anni fa festeggiò il suo dodicesimo compleanno, Paride e Liliana riaprono l’album dei ricordi e raccontano: "A due anni voleva già tuffarsi". Ora quella bambina tornerà in paese da primatista mondiale e cittadina onoraria. L'orgoglio dei familiari: "Amava nuotare fin da piccolissima, ma non immaginavamo potesse arrivare fin qui"
Otto anni esatti. Stesso giorno, stessa casa, ma nel mezzo c'è una vita che è cambiata. Era il 19 agosto 2018 quando Sara Curtis festeggiava in via Noceromana, nella periferia di Cervaro, il suo dodicesimo compleanno (oggi spegne 20 candeline). Era già innamorata dell'acqua e cominciava a far parlare di sé nelle prime gare, ma nessuno avrebbe potuto immaginare fino a dove sarebbe arrivata. Quando tornerà a Cervaro, Sara lo farà da campionessa e primatista mondiale. E soprattutto da nuova cittadina onoraria del paese delle sue radici.
Da quel giorno di otto anni fa Sara non ha più fatto ritorno in Ciociaria, ma in quella casa ci sono oggi i nonni Paride e Liliana Curtis, che in questi giorni sono tornati nel paese dal quale Paride partì giovanissimo per cercare fortuna al Nord. Sul tavolo della sala i quotidiani sportivi che raccontano le imprese di Sara, che sembrano perfetti per finire in cornice. Paride e Liliana li sfogliano e li mostrano con orgoglio. Nel mentre raccontano e si emozionano. E tra un ricordo e l'altro riaffiora un episodio che oggi, conoscendo la storia di Sara, sembra quasi una piccola profezia.
C'è un ricordo particolare delle sue estati a Cervaro?
Paride sorride, torna con la mente a oltre dieci anni fa e racconta: “Ricordo che avevamo sistemato una piccola piscina in campagna, vicino agli ulivi, che la sera coprivamo con un telo. Era quasi buio e improvvisamente Sara era sparita. Io sono corso verso la strada perché temevo potesse essere uscita, mia moglie invece è andata verso la piscina. Sara si era infilata tra il telo e la piscina ed era praticamente pronta a immergersi nell'acqua. Ci siamo presi uno spavento enorme”.
Quando avete capito che il nuoto poteva diventare qualcosa di importante per lei?
“Sara sembra quasi nata sotto la stella dello sport. Aveva appena due anni quando sua madre accompagnava Andrea in piscina. Lei vedeva il fratello nell'acqua e voleva entrarci a tutti i costi. Non riuscivano a trattenerla. Alla fine le tolsero il vestitino e la fecero scendere in acqua insieme a lui. Possiamo dire che l'avventura è cominciata proprio lì. Anche quando diceva che l'acqua era fredda, voleva tornarci sempre”.
Avevate insomma intuito che aveva una marcia in più.
Liliana annuisce e spiega: “Quando aveva dieci o undici anni, si cominciava a vedere. Quando andavamo a seguirla nelle gare sentivamo continuamente il suo nome: "Sara, Sara". Arrivavano i risultati e capivamo che qualcosa c'era. Certo, non potevamo immaginare dove sarebbe arrivata”.
A proposito: da nonni, come avete vissuto il record del mondo?
“Pensavo che Sara potesse raggiungere traguardi belli, importanti, luminosi. Ma quando ho sentito dire che aveva fatto il record del mondo nei 50 dorso è stata un'emozione fortissima. Lì ho capito che era successo qualcosa di enorme”, spiega nonno Paride con la voce rotta dall’emozione.
E adesso Cervaro ha annunciato la cittadinanza onoraria. Che effetto vi fa?
Liliana non nasconde la sorpresa: “Non ci avevo mai pensato. Siamo molto contenti e speriamo soprattutto che Sara possa venire qui. Mi ha sorpreso tutto questo interesse del paese. Sapevamo che c'era già stato un rapporto con il sindaco, che era stata invitata, ma non mi aspettavo una partecipazione così forte. È davvero una bella cosa".
Paride, in fondo anche lei è partito da Cervaro molto giovane. Aveva appena 19 anni.
“Sì. Avevo conseguito il diploma di avviamento commerciale e cercavo lavoro. Per due anni lavorai anche sui monti di Cervaro. Quando prendevo i soldi correvo a casa e li mettevo nelle mani di mia madre e anche quando sono andato a Torino, all'inizio continuavo a mandare i soldi a casa”.
C'è quasi un filo tra la sua storia e quella di Sara: lei partì da Cervaro per Torino, Sara ha scelto l'America per continuare a crescere nello sport.
“Lei è andata in America perché si è presentata una grande occasione. È stata chiamata e ha accettato: le auguro che possa stare bene e continuare a fare quello che ama”.
Lei è partito quando aveva più o meno l'età che ha Sara oggi. Guardando alla sua esperienza, cosa si sente di dire ai ragazzi di Cervaro e più in generale ai giovani di questo territorio?
“Dico loro di credere nel destino e di avere fiducia, perché anche a Cervaro si può creare un avvenire. I giovani devono avere fiducia e rispetto, un valore che purtroppo si è un po' perso”.
Articolo precedente
Cassino, stangata del Comune sul commercio ambulante: "Basta furbetti e spuntisti abusivi"Articolo successivo
Cassino, cresce il sostegno alla petizione “Più Forze alla Polizia di Stato”